di Enrico Franceschini, Repubblica

Sono le indicazioni degli ultimi sondaggi. A tre giorni dal voto la sfida del liberal Clegg al Labour: “Siamo noi i veri progressisti”

David Cameron | ConservativesLONDRA – A tre giorni dal voto, i conservatori si sentono vicini alla vittoria, i liberal-democratici sembrano sgonfiarsi un po’, i laburisti preparano già la lotta interna per la successione a Gordon Brown. Questo suggeriscono gli ultimi sondaggi, che contengono comunque un margine di notevole incertezza, sia perché una previsione sbagliata anche di un solo punto percentuale può ribaltare i pronostici, sia perché pare esserci una consistente fetta di elettori ancora incerti. Per cui, se da un lato David Cameron è il favorito, nessuno scenario si può escludere. Nel dubbio, le ultime battute della campagna elettorale sono dominate dalla donna che in un certo senso l’ha decisa: Gillian Duffy, la pensionata descritta dal premier Brown come “una fanatica” nella gaffe che gli ha fatto perdere ulteriormente consensi, vuota il sacco in un’intervista a uno dei giornali domenicali. A pagamento, naturalmente.

Lo scenario numero uno, secondo sondaggi e commentatori, è a questo punto la vittoria dei Tories. Secondo il News of the World, potrebbero addirittura ottenere la maggioranza assoluta, sia pure di soli 4 seggi, alleandosi con qualche partitino minore come gli unionisti protestanti nord-irlandesi ma senza essere costretti a negoziare un difficile accordo di coalizione con i liberal-democratici. Se non raggiungeranno la maggioranza assoluta, i conservatori sperano di conquistare quella relativa e il più alto numero di seggi: in tal caso potrebbero provare a formare un governo di minoranza. Lo scenario numero due è che, in mancanza di una maggioranza assoluta ai Tories, Labour e lib-dem creino un governo di coalizione. Dai sondaggi non è chiaro chi dei due si piazzerebbe al secondo posto: un particolare importante, perché se Brown arriva secondo potrebbe cercare di rimanere al suo posto, mentre se arriva terzo potrebbe essere costretto immediatamente a dimettersi.

Nel Labour, secondo le indiscrezioni, tira aria di disfatta. Già si affilano i coltelli per la resa dei conti in caso di umiliante sconfitta, con David Miliband, l’attuale ministro degli Esteri, in pole position per rimpiazzare Brown come leader del partito. Ma anche Harriet Harman, la vice-leader, e Alan Johnson, il ministro della Sanità, ambiscono all’incarico.

Gordon Brown, David Cameron, Nick Clegg“Siamo noi il nuovo partito delle forze progressiste”, rivendica intanto Nick Clegg, sostenendo che dalla politica estera ai diritti civili, dall’economia all’ecologia, i suoi lib-dem hanno posizioni più genuinamente nuove e di sinistra di quelle del Labour. Non è il solo a pensarlo se, dopo il Guardian, anche l’altra storica testata del laburismo britannico, l’Obvserver, ha invitato ieri i suoi lettori a votare Clegg anziché Brown. E un columnist dell’Observer consiglia ai laburisti, se riusciranno a mantenere il potere in coalizione con i liberal-democratici, di non limitarsi a detronizzare Brown: “Date la premierhsip a Clegg, se volete davvero voltare pagina”.

Dal canto suo Brown ammette, intervistato dal Telegraph: “Ho pagato un caro prezzo” per la gaffe sulla pensionata. Non ha ancora finito di pagarlo: Gillian Duffy continua a imbarazzarlo, rivelando al conservatore Mail on Sunday come è andato il lungo colloquio a casa sua con il premier, venuto a profondersi in scuse dopo averla offesa. “Mi ha chiesto di andarlo a trovare a Downing street, ma mi sono domandata se ci sarebbe rimasto a lungo”, ironizza lei. “Mi ha pregato di uscire e farci fotografare insieme mentre ci stringiamo la mano, ma ho rifiutato”. La donna annuncia di avere gettato nella spazzatura la scheda postale con cui intendeva votare per il Labour: si asterrà. Un voto in meno, per Brown. E quarantamila sterline in più (la somma che il Mail avrebbe sborsato per l’intervista), per Mrs. Duffy.

Video da Sky News


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