Neil Lennon

Due uomini sono stati ritenuti colpevoli di aver cercato di colpire il manager del Celtic Neil Lennon e due importanti tifosi del club

Trevor Muirhead, 44 anni, e Neil McKenzie, 42 anni, avevano costruito dei presunti pacchi bomba e li avevano inviati a Neil Lennon, allo scomparso avvocato Paul McBride e all’ex parlamentare scozzese Trish Godman.

In settimana era stata ritirata l’accusa di cospirazione all’omicidio.

McKenzie è stato anche riconosciuto colpevole di invio di un oggetto a Lennon presso il Celtic Park con l’intenzione di indurre a credere che sarebbe potuto “esplodere o incendiarsi”. Per questa accusa la giuria non ha ritenuto responsabile Muirhead.

Il caso contro di loro era imperniato su cinque pacchi sospetti – due dei quali indirizzati a Neil Lennon – scoperti l’anno scorso.

La polizia inizialmente ha detto che i pacchetti erano stati progettati per uccidere o mutilare gli obiettivi prefissati, che comprendeva anche l’organizzazione repubblicana Cairde Na hÉireann.

Tuttavia, Muirhead e McKenzie avevano costruito oggetti che non poteva esplodere, utilizzando trucchi per la “fabbricazione di bombe” imparati dal telefilm americano A-Team.

Il duo ha commesso una serie di gaffes che hanno portato al loro arresto. McKenzie aveva parlato di “costruire una bomba”, inconsapevole che nella sua auto gli investigatori avevano piazzato alcuni microfoni.

Il muratore disoccupato è stato ripreso da telecamere a circuito chiuso mentre acquista componenti per i pacchi mentre entra nei negozi locali insieme alla madre pensionata.

Il suo complice Muirhead disse a sua nuora di ignorare “il botto avvenuto nella notte” nella sua strada, dove era stato intercettato uno dei pacchi. Muirhead aveva fatto acquistare a suo figlio parrucchiere le bottiglie di perossido poi utilizzate per produrre una sostanza trovata nelle “bombe”.

Una volta i due uomini hanno parlato del “nostro pacco” durante uno scambio di Sms.

Una ricerca della casa di Muirhead a Kilwinning avvenuta a maggio 2011 ha fatto scoprire lattine di benzina, filo nero e una bottiglia di perossido. Tra gli altri articoli trovati anche un “giuramento di fedeltà” alla Scottish Unionist Association, una bandiera dell’Unione e due bandiere con la Mano Rossa dell’Ulster.

Muirhead ha detto di aver ottenuto il perossido e di averlo passato a McKenzie, sostenendo di essere “terrorizzato” da lui.

“So che ha puro odio rivolto contro Neil Lennon e tutto ciò che a che fare con con il Celtic Football Club”, aveva detto Muirhead agli agenti di polizia.

McKenzie ha ammesso di essere a conoscenza del primo pacco inviato a Lennon e ha confessato l’acquisto dei componenti gli altri presunti ordigni, aggiungendo: “Ho detto alla gente come si deve fare”.

Il procuratore Tim Niven Smith ha detto nella sua arringa conclusiva che il caso si basava sulla convinzione avuta da entrambi gli accusati sulla pericolosità dei pacchi.

Tuttavia, l’avvocato difensore di Muirhead, Gordon Jackson, ha asserito che il suo cliente sarebbe dovuto essere “completamente stupido” per credere che sarebbero esplosi. Donald Findlay, difensore di McKenzie, ha detto alla giuria che “nessuno con due cellule cerebrali” avrebbe creduto che i pacchi sarebbero esplosa.

La sentenza è stata rinviata al 27 aprile.

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