Il 9 novembre l’udienza decisiva

Marco Furlan (a sinistra) e Wolfgang AbelROMA – Il veronese Marco Furlan, fondatore con Wolfgang Abel della formazione neonazista Ludwig, condannato a 27 anni di carcere, potrebbe tornare libero in via definitiva tra circa un mese. Il prossimo 9 novembre davanti al Tribunale di sorveglianza di Milano si terrà l’udienza per decidere la revoca della libertà vigilata, concessagli più di un anno fa al posto del ricovero in una casa di cura.

Furlan e Abel, figli dell’alta borghesia veronese, furono autori di una lunga serie di omicidi nel nord-est dell’Italia e in Germania, in un periodo di tempo tra il 25 agosto 1977 e il 7 gennaio 1984. Crimini rivendicati con la sigla “Ludwig”, marchio neonazista per un’idea del mondo da ripulire da barboni, omosessuali, tossicodipendenti, preti segnati da peccati in gioventù, discoteche e cinema porno.

La striscia di sangue si concluse il 4 marzo 1984, proprio in un locale da ballo. Furlan e Abel si recarono alla discoteca “Melamara” di Castiglione delle Stiviere, in provincia di Mantova, con l’intenzione di darle fuoco mentre nel locale si trovavano quattrocento ragazzi per una festa di carnevale. Approfittando della confusione, uno dei due neonazisti fa entrare in discoteca l’altro attraverso un’uscita di sicurezza con due taniche di benzina. Li notò un addetto alla sicurezza, che li sorprese nell’atto di versare benzina sulla moquette. I due tentarono di aggredire il buttafuori per potersi dare alla fuga, ma finirono con l’avere la peggio e vennero consegnati alla polizia. “Ludwig” si lasciava alle spalle 15 morti e 39 feriti.
Marco Furlan