Anna Politkovskaya(AGI) – Mosca, 31 mag. – Il presunto killer di Anna Politkovskaya, il fuggitivo Rustam Makhmudov, è stato arrestato nella casa dei suoi genitori nel distretto ceceno di Achkhoi-Martan, a sudest della capitale Grozny. Trentasette anni, una lunga latitanza alle spalle, l’uomo era da tempo indicato dagli inquirenti come colui che, la sera del 7 ottobre 2006, puntò la pistola contro la reporter della Novaja Gazeta, freddandola con quattro colpi: un omicidio rimasto finora senza colpevoli e, soprattutto, senza mandanti.

“Makhmudov verrà trasferito a breve a Mosca per gli interrogatori”, ha reso noto il portavoce del Comitato investigativo russo, Vladimir Markin.
Il ceceno dovrebbe arrivare nella capitale martedì. La Novaja Gazeta ha salutato con favore l’arresto di Rustom; “con ogni probabilità è colui che ha ucciso materialmente Anna”, ha affermato il vicedirettore Sergei Sokolov. “Il suo arresto servirà a far luce sulla verità”, gli ha fatto eco il direttore, Dmitry Muratov. Ben piu’ fredda, invece, la reazione del figlio della giornalista, Ilya: “anche se il procedimento stabiliràa’ che fu lui ad assassinarla, non sapremo mai il nome di chi ha commissionato il delitto”, ha commentato con amarezza.

Sulla stessa linea d’onda l’avvocato dei famiglia Politkovskaya, Anna Stavitskaya: “il crimine non verrà risolto finché i mandanti non saranno trovati e puniti”. Mentre Rustam si dava alla macchia, per la morte di Anna furono processati per complicità i suoi due fratelli, Dzhanrail e Ibragim Makhmudov, oltre all’ex poliziotto, Sergei Khadzhikurbanov, e all’ex colonnello dei servizi segreti, Pavel Riaguzov. Nel 2009 i quattro furono tutti assolti ma la Corte suprema annullò la sentenza, ordinando la riapertura dell’inchiesta. “Ho sempre detto agli investigatori che era inutile arrestarlo poiché il suo fermo non dimostrerà che è lui l’assassino”, ha commentato l’avvocato della famiglia Makhmudov, Saidakhmet Arsamerzayev. “Mi sembra chiaro che arrestare Rustam non era affatto difficile. Si nascondeva, certamente, ma nondimeno è stato catturato nella sua casa”, ha aggiunto con sarcasmo, lanciando una chiara allusione a presunte complicità che lo avrebbero protetto in questi anni.

La difesa conta ora di smontare la prova regina dell’inchiesta, una ripresa video che mostrerebbe l’assassino mentre entra nel palazzo della Politkovskaya. (AGI).

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