Lord Reg EmpeyIl pari dell’Ulster Unionist ha avvertito che l’indipendenza scozzese potrebbe innescare nuovamente il conflitto nordirlandese.

Lord Empey ha detto che se la Scozia dovesse rompere il legame con il Regno Unito, la popolazione in Irlanda del Nord potrebbe confinare “con una nazione straniera da un lato e con un’altra nazione straniera dall’altro”.

Durante un dibattito avvenuto a fine gennaio riguardo allo Scotland Bill (Progetto di Legge per la Scozia): “Finiremo con il West Pakistan. Siamo tutti nati dalla stessa roccia. Immaginate soltanto la situazione in cui ci verremo a trovare.

“Abbiamo passato decenni a superare il terrorismo nazionalista e gradualmente, dopo anni e anni e anni, siamo riusciti a sistemare le nostre comuinità.

“Non voglio esagerare, ma se i nazionalisti scozzesi avranno successo, questo potrebbe rinfocolare le difficoltà che abbiamo appena superato. Non lo dico con leggerezza”.

Il suo commento giunge dopo che Lord Forsyth of Drumlean, ex segretario di Stato scozzese dei Tory, ha chiesto perché il governo britannico proseguisse con l’iter legislativo di fornire ulteriori poteri al paese, quando due consultazioni sono in corso riguardo al referendum per l’indipendenza ed il Parlamento scozzese ha già dato segnali di approvazioni.

Lord Forsyth ha accusato il primo ministro scozzese Alex Salmond di presentare i piani per un referendum “truccato” e lo ha paragonato ai leader della Corea del Nord e di Cuba.

E secondo il Lord se la Scozia andrà avanti, presentando un referendum senza il consenso di Westminster, questo non avrà alcun effetto pratico e sarebbe semplicemente il “sondaggio più costoso della storia”.

Ma Lord Empey ha chiesto ai colleghi di “dimenticarsi” di Salmond e di concentrarsi sulla questione di cosa accadrebbe se il Regno Unito si incrinasse.

Spiega Empey: “Stiamo parlando del futuro di oltre 60 milioni di persone. Siamo tutti insieme, nel vero senso della parola”.

E ha aggiunto: “Ho negoziato per molti anni con nazionalisti irlandesi di ogni sorta e devo dire che dobbiamo tenere il tono del dibattito nella maniera corretta.

“Non dobbiamo strapazzare o intimidire gli scozzesi – non dobbiamo, non possiamo, e se lo facciamo, lo facciamo a nostro rischio e pericolo.”

Ha invitato i sostenitori dell’Unione a sottolineare i punti di forza e la storia condivisa del Regno Unito.

Lord Forsyth, che ha proposto e poi ritirato una mozione per interrompere la fase di studio in commissione del progetto di legge, ha chiesto al governo di legiferare per presentare un referendum che esprima un risultato “chiaro e deciso”.

E ha puntato il dito contro il metodo utilizzato da Salmond per preparare il referendum.

Ha detto: “Il Primo Ministro, guardando a questo documento di consultazione, ha tradito la fiducia che gli è stata data in quanto Primo Ministro e sembra mettere l’interesse del suo partito davanti all’interesse del suo paese, mentre si atteggia a campione degli interessi nazionali”.

Ha poi aggiunto: “Abbiamo una domanda truccata, un ruolo manipolato per il regolatore, un sistema truccato per le spese e, per di più, verrebbe manipolato anche il numero degli aventi diritto di voto.

“Vuole dare il voto a gente di 16 e 17 anni. Le mie ricerche dicono che solo nove paesi al mondo danno il diritto di votare a 16 e 17 anni: due sono la Corea del Nord e Cuba – paesi in cui i leader hanno anche un’alta opinione di sé stessi”.

L’Avvocato Generale per la Scozia, Lord Wallace di Tankerness, rispondendo al dibattito, ha detto che il governo continua ad avere “un punto di vista molto forte” sull’impossibilità per il Parlamento scozzese di legiferare su un referendum per l’indipendenza che sia vincolante.

Ha affermato che i partiti presenti nella Camera dei Lord hanno accettato di discutere le parti del progetto di legge in maniera tale che la questione del referendum non si sarebbe presentata fino al termine della consultazione del governo britannico sulla questione, il 9 marzo.

Lord Wallace ha aggiunto che Lord Empey ha sollevato “alcune questioni importanti”.