ETA - Euskadi Ta AskatasunaROMA – L’Eta ha annunciato oggi l’addio alle armi, dopo quasi mezzo secolo di violenza e di sangue e oltre 800 morti. In un video-comunicato letto da tre incappucciati inviato al quotidiano basco Gara, l’Eta ha dichiarato “la cessazione definitiva della sua azione armata” e invitato i governi di Spagna e Francia ad aprire “un dialogo diretto” per trovare una soluzione alle “conseguenze del conflitto”.

L’annuncio “arriva dopo che in gennaio l’Eta, fortemente indebolita dall’ondata di arresti degli ultimi anni in Francia e Spagna, aveva già proclamato una tregua unilaterale e permanente, che il governo di Madrid aveva definito “insufficiente”.

Il comunicato di questa sera è stato accolto come un atto di “importanza trascendentale” da Josè Luis Zapatero. Il capo del governo uscente di Madrid ha parlato di una “vittoria della democrazia, della legge, della ragione” ed ha aggiunto che ora la Spagna sarà “una democrazia senza terrorismo”. L’annuncio dell’Eta interviene a un mese dalle politiche anticipate spagnole del 20 novembre, per le quali il capo del’opposizione il leader del Partido Popular Mariano Rajoy è considerato favorito sul candidato premier dei socialisti Alfredo Rubalcaba, ministro degli interni di Zapatero fino a tre mesi fa e ora suo successore designato nel Psoe.

La rinuncia alle armi di Eta – che ha ucciso per l’ultima volta nel 2009 a Palma di Maiorca, due poliziotti morti in un attentato – potrebbe giocare a suo favore. Rubalcaba è considerato come l’uomo che ha spinto alle corde il gruppo armato basco.

L’Eta ha annunciato la fine della violenza, ma non la consegna delle armi e il suo scioglimento, che cercherà probabilmente di negoziare, secondo il modello nord-irlandese, dopo le elezioni. Rajoy questa sera ha parlato di una “buona notizia”, ma ha anche aggiunto che “la tranquillità degli spagnoli” sarà completa “solo quando ci sarà lo scioglimento finale e lo smantellamento di Eta”.