Conferenza Paesi BaschiEuskadi Ta Askatasuna, ovvero Patria Basca e Libertà, l’acronimo sciolto di Eta, l’organizzazione separatista basca che tra poco, dopo 43 anni e 825 morti, farà meno paura.
L’Eta, che dal 2001 figura nella lista delle organizzazioni terroristiche dell’Unione Europea e degli Stati Uniti, ha deciso di porre definitivamente fine alla violenza e di abbandonare le armi. L’annuncio ufficiale è atteso durante la settimana in corso, riferisce un responsabile del Pnv, principale partito politico dei Paesi baschi.
La Conferenza di pace di San Sebastian tenutasi ieri reclama la fine definitiva del terrore attraverso mediatori internazionali di alto profilo, tra cui l’ex segretario generale delle Nazioni Unite, Kofi Annan.

“Chiediamo all’Eta di fare una dichiarazione pubblica di rinuncia alla lotta armata e di chiedere l’apertura del dialogo con i governi spagnolo e francese. Se ci sarà una dichiarazione in tal senso, invitiamo i governi spagnolo e francese ad accoglierla”, ha detto l’ex premier irlandese Bertie Ahern.

L’Eta da oltre 40 anni lotta, armi e dinamite in pugno, per l’indipendenza dei Paesi Baschi, l’angolo nord-occidentale della Spagna al confine con la Francia.

Gli 825 morti attribuiti all’Euskadi Ta Askatasuna dal ministero dell’Interno spagnolo sono venuti con attentati “spettacolari”, come quello del 20 dicembre 1973 contro il possibile successore di Francisco Franco, l’ammiraglio Carrero Blanco, che venne raccontato nel film Ogro di Gillo Pontecorvo. Ma anche con tante azioni contro agenti della Guardia Civil o militari delle forze armate spagnole. Tutto per rivendicare l’indipendenza dell’intero territorio basco, Euskal Herria, che comprende le province di Vitoria, Bilbao e San Sebastian, la confinante regione spagnola della Navarra ed i Paesi baschi francesi.

Il suo simbolo è un’ascia intrecciata ad un serpente.

Fondata il 31 luglio 1959 da un gruppo di studenti nazionalisti di ispirazione marxista-leninista che accusava il Partito nazionalista basco di immobilismo di fronte al franchismo, compì il primo attentato il 7 giugno 1968. L’ultimo risale invece all’agosto 2009.

Negli ultimi anni le forze di polizia spagnola e francese hanno portato duri colpi all’organizzazione, decapitandola con centinaia di arresti, 62 solo di capi e dirigenti. Nel novembre 2008 è stato arrestato il capo militare Garikoitz Aspiazu Rubina detto “Txeroki”. Tre settimane dopo stessa sorte è toccata al suo luogotenente, Aitzol Iriondo detto “Gurbitz”. Poi è stata la volta del suo successore, Jurdan Martitegi Lizaso detto “Il Gigante” per i suoi quasi due metri di altezza.

L’ultimo tentativo di dialogo di un governo spagnolo è stato dei socialisti di Zapatero nel marzo del 2006, dopo la proclamazione di una tregua “generale” da parte dell’organizzazione terroristica: le trattative furono sospese definitivamente dopo l’attentato all’aeroporto madrileno di Barajas, il 30 dicembre dello stesso anno, che provocò la morte di due persone.

I mediatori di San Sebastian concludono chiedendo “che siano fatti passi importanti per avanzare verso la riconciliazione e riconoscere e assistere tutte le vittime, accordando loro compensazioni”.

Ora la parola passa all’Eta.