L’annuncio sul sito del quotidiano Gara. L’organizzazione terroristica basca sottolinea la necessità di dare una soluzione “giusta e democratica a un conflitto politico secolare”. Rubalcaba: “Non basta”. Zapatero: “Questa non è la fine della lotta armata nei Paesi Baschi”

ETA - Euskadi Ta AskatasunaMADRID – L’organizzazione separatista basca Eta ha annunciato una tregua “generale, permanente e verificabile dalla comunità internazionale”. Con un video e un comunicato scritto in tre diverse lingue (basco, spagnolo e inglese) pubblicati sul sito del quotidiano Gara, l’organizzazione separatista precisa di aver avviato un “procedimento definitivo” che porterà alla “fine del confronto armato”.

Nel comunicato, l’organizzazione terroristica basca sottolinea la necessità di dare una soluzione “giusta e democratica a un conflitto politico secolare”, con “la volontà del popolo basco come massimo punto di riferimento”, allusione a un possibile referendum sull’indipendenza – ipotesi peraltro già respinta in passato dal Parlamento spagnolo. La sinistra indipendentista basca ‘abertzale‘ da tempo preme su Eta perché annunci una tregua permanente e verificabile in modo da poter partecipare alle prossime elezioni amministrative basche di maggio.

“L’unico comunicato che vogliamo leggere è quello in cui l’Eta dichiara la fine della lotta armata, ed è evidente che ciò non è successo”, ha commentato il ministro degli interni e vicepremier spagnolo, Alfredo Perez Rubalcaba. “In uno stato di diritto chi deve verificare la fine delle violenze è la polizia; se mi chiedete se ciò rappresenti la fine dell’Eta, direi proprio di no: è una buona notizia, ma non è ‘la’ notizia”, ha dichiarato Rubalcaba in conferenza stampa.

“Chiaramente” ha affermato Rubalcaba, non è quanto “la società spagnola sperava”. Il numero due del governo del premier socialista Josè Luis Zapatero ha anche detto di ritenere che l’annuncio dell’Eta oggi non segna la fine della lotta armata nei Paesi Baschi. “Alla domanda, è la fine?, la risposta è no” ha affermato. Il principale partito di opposizione, il Pp, ha accolto con scetticismo il comunicato Eta, che ha definito solo “una pausa” nell’attività terroristica del gruppo basco. Il segretario generale del Partido Popular Maria Dolores de Cospedal ha precisato che il Pp accetterà solo l’annuncio da parte dell’Eta del suo scioglimento e della rinuncia definitiva alla violenza.

Come riporta il quotidiano spagnolo El Pais, il documento dell’Eta arriva all’indomani di una manifestazione a favore dei diritti dei terroristi detenuti e quattro mesi dopo un videomessaggio inviato alla Bbc e nel quale si annunciava una tregua con l’obbiettivo di “mettere in moto un processo democratico” per l’indipendenza dei paesi baschi.

Lo scorso 28 dicembre il leader di Batasuna, Arnaldo Otegi, in un’intervista rilasciata al quotidiano statunitense The Wall Street Journal aveva affermato che il gruppo era pronto ad abbandonare la lotta armata e a seguire una strategia pacifica per creare uno stato basco indipendente.

Otegi, recentemente assolto dall’accusa di apologia del terrorismo, è in carcere perché indagato per la ricostruzione della direzione del partito, considerato braccio politico dell’organizzazione terroristica dell’Eta e per questo messo al bando. Nell’intervista Otegi parlava di “sviluppi futuri”, senza ulteriori precisazioni, ma ricordava come il suo movimento respingesse “qualsiasi violenza per ottenere degli obbiettivi politici”.

Negli ultimi mesi Otegi aveva preso le distanze dalla lotta armata, senza tuttavia condannare esplicitamente gli attentati dell’Eta o rompere i legami con il gruppo terroristico. Va notato che – al contrario di quanto accadeva con le nordirlandesi Ira e Sinn Fein, che condividevano la cupola organizzativa – il “braccio politico” dell’Eta è sempre stata in posizione assolutamente subordinata rispetto a quello militare, non riuscendo mai a porsi come interlocutore credibile con il governo di Madrid.

Scarica il comunicato di Euskadi Ta Askatasuna