Les Enfants Terribles, 14/03/10
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Brown s'insedia a Londra nello strano giorno del panico bombe amatoriali.
Tutta dritta sul programma nucleare che prevede anche il "trinity". Dai dodici ai venticinque miliardi di sterline per il parco missili termonucleari piu' potente del mondo che avra' residenza in Scozia. Esultano i federali dell'industria Britannica, silenzio e complicita' del premier nazionalista caledone Alex Salmond. Altri pezzi di sovranita' dell'unione saldamente garantiti e la neoriformata MI5 si sposta dal Tamigi a Belfast. L'agenzia raddoppia gli investimenti del governo e ricorda al pubblico che "vigilanza e controllo" sono figlie della stessa paura mentre l'ex agente dei servizi Gordon Brown riporta all'ordine del giorno la spina dorsale dei servizi "intelligence and security committee (ISC)"
Di Massimiliano Vitelli, Les Enfants Terribles Correspondent
Nella fine è il principio. La porta è socchiusa. Il camion dei traslochi non ha ancora terminato di caricare i mobili al numero 10 di Downing street che il nuovo inquilino ha già iniziato i lavori di restauro. James Gordon Brown ha, il 27 giugno scorso, contestualmente assunto la carica di leader del Labour Party e quella di Primo Ministro del governo britannico e non ha perso tempo. Le sue prime parole sono state: "Da oggi iniziamo a lavorare per il cambiamento". Tanti saluti al suo passato da mentore nell’ombra di Blair ed alle frasi di circostanza, alle buone maniere, verso il suo predecessore. L’ex cancelliere dello scacchiere britannico, nato a Glasgow 56 anni fa, ha le idee chiare. Meno chiacchiere, più sostanza. Facilitato dall’aspetto meno "cinematografico" di Tony Blair, ha infatti annunciato che d’ora in poi si baderà più ai risultati che alla rincorsa di un’immagine vincente a tutti i costi. Figlio di un pastore presbiteriano, non vedente dall’occhio sinistro a causa di un incidente occorsogli durante una partita di rugby, il nuovo premier britannico fa dell’impegno e del senso del dovere le sue armi migliori. Dopo non aver lesinato critiche alla politica estera del suo predecessore, in primis sulla campagna-crociata in Iraq, Brown ha pensato bene di mettere in discussione anche la storica, e tanto sbandierata orgogliosamente da Blair, "special relationship" con gli Stati Uniti e con il suo presidente, anche lui uscente, Gorge W. Bush. La linea di confine tra i due governi "labour" sembra netta. Poca continuità, molte novità.
Tra le principali, per quello che riguarda la politica interna sulle terre di Sua Maestà, l’interesse sembra concentrarsi sull’energia. Tema di grande impatto che collima con i problemi dell’inquinamento, dell’ambiente, e del surriscaldamento del nostro pianeta, mai così attuali. Per l’ex Ministro del Tesoro britannico la soluzione sembra essere una soltanto: il rilancio su ampia scala del nucleare. Così, mentre le principali nazioni europee (Italia, Germania, Spagna) con in testa Austria ed Irlanda volano verso posizioni sempre più antinucleariste, Brown si allinea con la Francia, che attualmente copre l’80% del suo fabbisogno energetico con il nucleare. Nel "Libro Bianco dell’Energia", pubblicato a metà maggio dal Ministero dell’Industria inglese, si può leggere chiaramente quali siano i programmi futuri. Oggi in Gran Bretagna sono attive 10 centrali nucleari e, in considerazione dei tempi di funzionamento per i quali sono state progettate, entro il 2023 ne resterà solamente una. Il programma di Brown prevede quindi l’apertura di altre 14 centrali nucleari in tempo per sostituire, ed anzi aumentare numericamente, quelle che chiuderanno i battenti. I siti idonei ad accoglierle sono già stati individuati per la felicità degli abitanti di quelle zone. Grandi sorrisi e braccia al cielo, invece, per i responsabili della NIA (l’associazione delle industrie nucleari britanniche) che non mancheranno di spedire un bel pacco regalo al 10 di Downing street il prossimo Natale. Se da una parte l’operazione è appoggiata fortemente dalle grandi major nucleari dall’altra l’opposizione degli ambientalisti e di molti esponenti politici (tra gli altri anche alcuni di rilievo del Labour Party), appare forte e pronta allo scontro. Tra le maggiori perplessità, la concreta possibilità di costi elevati e un’operazione che prevede enormi investimenti iniziali. Per non parlare delle organizzazioni ambientaliste che vedono nel nucleare lo spettro dell’abbandono della ricerca di forme alternative e rinnovabili di energia. A favore invece del "Piano Brown" i continui aumenti dei prezzi di petrolio e gas e l’ok da Bruxelles. Per chiudere il quadro i sondaggi vedono però il 57% dei cittadini britannici esprimersi contro il nucleare.
Il primo banco di prova è di eccezionale difficoltà e di quelli che possono segnare fin dall’inizio l’andamento di un governo. La sfida è aperta, welcome Mr. Brown.
Brown backs Trident replacement
Trident will be decommissioned by about 2024
Mr Brown's speech
Gordon Brown has signalled that he wants to keep and renew Britain's independent nuclear deterrent.
The Trident missile system and the Vanguard submarines which carry them need replacing by 2024 and a decision is set to be taken in the next year.
Estimates of the cost vary from £10bn to £25bn, depending on what type of new missiles or submarines are chosen.
Mr Brown's intervention has enraged critics, who say Trident has no use now the Soviet Cold War threat is over.
Labour had a manifesto commitment to retain an independent nuclear deterrent but it only applies until the next general election.
Mr Brown, seen as the most likely next prime minister, has sparked new debate on the issue by highlighting his personal commitment to replace Trident.
In his Mansion House speech in the City of London, He said Britain would show a "national purpose" in protecting its security.
"Strong in defence in fighting terrorism, upholding NATO, supporting our armed forces at home and abroad, and retaining our independent nuclear deterrent," he said.
"In an insecure would we must and we will always have the strength to take all necessary long term decisions to ensure both stability and security."
'No moral reason'
It is thought Mr Brown wants anti-nuclear campaigners to know he is just as committed to replacing Trident as Tony Blair.
BBC political editor Nick Robinson said Mr Brown's words would take the heat off the prime minister, who could have produced "uproar" if he had made the same announcement.
When we face no nuclear threat, to decide on a new Trident replacement is beginning a new nuclear arms race
Kate Hudson
Chairwoman, CND
Nick Robinson's blog
The government's position is that decisions on updating or replacing Trident are likely to be needed during the current Parliament.
A Ministry of Defence spokesman said: "No decisions have been taken on the replacement of Trident, either in principle or detail."
But the decision is expected to be taken in months rather than years.
Anti-nuclear groups, Labour backbenchers and trade unionists voiced their alarm at Mr Brown's words.
Kate Hudson, chairwoman of the Campaign for Nuclear Disarmament, said: "We were hoping that any potential future prime minister would stick by the commitments made last year by then Defence Secretary John Reid for a full public and parliamentary debate.
"Our feeling is statements like this from someone as significant as Gordon Brown pre-empts that debate."
Statesman's spin?
Ms Hudson said this was the moment to start multi-lateral disarmament talks.
"At this point, when we face no nuclear threat, to decide on a new Trident replacement is beginning a new nuclear arms race," she said.
Labour MP Ian Gibson, an opponent of Trident, said many young Labour backbenchers had been weaned on CND and had not lost those early political views.
"So it may not be as easy [to agree to replace Trident] as people might think because the chancellor says so," he told BBC News 24.
Another Labour backbencher, Gordon Prentice, asked: "How are we going to persuade other countries not to go for nuclear weapons when we are spending millions of pounds not disarming but upgrading our nuclear weapons?"
Keith Sonnet, deputy general secretary of Unison, the country's biggest trade union, also urged Mr Brown to think again.
'Smothering debate'
The Conservatives accused Mr Brown of "spin" designed to make him look statesmanlike when he was in fact just repeating Labour's 2005 manifesto.
Shadow defence secretary Liam Fox said: "The chancellor is reheating an old pledge to retain the current nuclear deterrent but he is not committing to replacing the independent nuclear deterrent when it reaches the end of its current life."
Liberal Democrat defence spokesman Nick Harvey said: "Gordon Brown's posturing on Trident is smothering the national debate that this government promised to the British people," he said.
Earlier, Tony Blair promised the "fullest possible debate" on Trident, but stopped short of promising a vote.
