L’attacco contro il World Trade Center trasformò gli Stati Uniti in un posto inospitale per i repubblicani irlandesi. Quindi perché Gerry Adams gradiva il suo nuovo stato di reietto? Il resoconto di Ed Moloney da New York

New York, 11 settembre 2001Riverdale nel Bronx è una parte di New York, dove molti irlandesi-americani di seconda o terza generazione vogliono davvero vivere. Un piacevole sobborgo di modeste case unifamiliari e grattacieli, è quanto di più lontano dall’immagine derelitta e razzista del Bronx.

Per gli irlandesi-americani, finire a Riverdale è il segno che sono riusciti ad uscire dal ghetto. Per molti irlandesi-americani, il percorso del sogno americano spesso è iniziato a Lower Manhattan, in edifici popolari sovraffollati, e poi a Manhattan, dove gli appartamenti erano leggermente più grandi.

Lo spostamento verso nord fino all’isola di Manhattan era un segno di mobilità sociale ascendente, trasferirsi in una casa di proprietà a Riverdale indicava un solido successo economico.

Chi emigrava spesso portava con sé la propria politica, a dispetto dello status di nuova vita. Inwood era il luogo in cui il Noraid aveva il suo quartier generale di New York e Riverdale rifletteva quelle radici; bar locali hanno ospitato eventi pro-IRA ed alcuni dei sostenitori più attivi del Noraid vivevano nella zona.

Riverdale è anche il luogo dove mi sono trasferito nell’agosto 2001, a casa della famiglia di mia moglie, dopo una lunga carriera come giornalista a Belfast. Ma l’idea di essermi lasciato alle spalle la violenza politica è stata sanguinosamente dissipata nei giorni in cui al-Qaida lanciò due aerei passeggeri contro le Torri Gemelle di Manhattan.

Il sorprendente attacco di Osama bin Laden contro l’America di quell’11 settembre avrebbe cambiato completamente tutto, inclusa la politica dell’Irlanda.

Il primo segno a Riverdale è arrivato il giorno dopo il crollo del World Trade Center, quando sopra le porte della maggior parte delle case degli irlandesi-americani nella nostra strada erano issate bandiere a stelle e strisce, trasformandola in una versione americana di Shankill Road del 12 luglio, o di Falls Road la Domenica di Pasqua. Quelle bandiere sono state esposte ogni giorno da allora, per 10 lunghi anni. Ciò che queste bandiere segnalavano, naturalmente, era un completo accordo con il presidente George W Bush sull’avvertimento lanciato sulla scia dell’attacco: “O siete con noi o siete con i terroristi”.

Dire che le parole di Bush hanno causato un dilemma per gli irlandesi-americani sostenitori dei Provisional IRA, sarebbe un eufemismo. L’IRA era stata etichettata come “terrorista” e, mentre adesso era impegnata nel processo di pace, si era ostinatamente rifiutata di cedere le armi.

Irish Republican Army | IRAPerché altrimenti, la questione potrebbe ora essere domandata con nuova forza, l’IRA vorrebbe tenere le proprie armi se non per tenere aperta l’opzione del terrorismo, imitando l’ormai esecrato Osama bin Laden? La più importante circoscrizione dell’IRA al di fuori dell’Irlanda improvvisamente non è più affidabile.

Mentre lo sguardo degli irlandesi-americani ha iniziato a modificarsi, l’ambasciatore di George Bush al processo di pace irlandese, Richard Haass, stava per dare un giro di vite sulla leadership repubblicana in Irlanda.

L’11 settembre, Haass era a Dublino, in procinto di recarsi a nord per incontrare Gerry Adams e Martin McGuinness. La sua missione era quella di leggere l’atto di rivolta sulle rivelazioni che l’IRA addestrava le FARC in Colombia, la formazione nemica dell’America, ma quando è arrivata la notizia degli attacchi dell’11 settembre, il suo obiettivo è improvvisamente cambiato.

Ora il suo messaggio era semplice, per quanto schietto: l’unico modo per l’IRA e lo Sinn Fein di redimersi era che l’IRA iniziasse lo smantellamento delle armi.

Paradossalmente, ho il sospetto che l’avvertimento di Haass ad Adams e McGuinness fosse il benvenuto, come pioggia in un deserto inaridito. Pubblicamente, la posizione della leadership repubblicana sul disarmo era inflessibile – semplicemente non sarebbe accaduto. Ma la realtà era ben diversa.

Rassicurando i ranghi dell’IRA e dello Sinn Fein che le armi non sarebbero mai state abbandonate fu come Adams e McGuinness vinsero sugli intransigenti. Nel conclave privato con i sostenitori, i leader dell’IRA diedero ripetute assicurazioni che, se il processo (di pace) fosse fallito, allora la guerra sarebbe potuta riprendere. E quale modo migliore per sottolineare la promessa, che trattenere le pistole? Nel 2001, però, era chiaro che nessun leader unionista – e meno di tutti David Trimble – sarebbe andato al governo con il Sinn Fein, a meno che la minaccia implicita di tutti quei depositi di armi fosse stata rimossa.

Il processo di pace stava giungendo ad un ignominioso fallimento, a meno che l’impasse fosse interrotta, e nessuno lo sapeva meglio di Adams e McGuinness.

Ho creduto allora – e ancor più oggi – che i due uomini avevano deciso molto tempo prima che le armi sarebbero dovute esser distrutte. Il problema era come farlo senza causare un’altra divisione nell’IRA.

Ironia della sorte, Osama bin Laden ha offerto una via d’uscita e ha contribuito a mettere il processo di pace sui binari – anche se dubito che ne avrebbe mai voluto il riconoscimento.

Il 18 ottobre, appena sei settimane dopo l’11 settembre, l’IRA iniziò a distruggere le sue armi, con appena un pigolio di protesta proveniente dai suoi ranghi. La paura dell’isolamento aveva fatto il trucco.

Bin Laden non è l’unico leader arabo a rimodellare la recente storia irlandese.

EksundIl colonnello Muammar Gheddafi, il leader libico ora deposto, è stato spesso insultato per il sostegno all’IRA. Ma così facendo ha contribuito a rendere possibile il processo di pace.

La cattura della nave Eksund nel 1987 – che trasportava un ingente quantitativo di armi – aveva tarpato l’ultima occasione possibile per l’IRA di ottenere un successo militare e rafforzò i politicanti al suo interno.

Nel frattempo, le precedenti spedizioni di armi del leader libico, soprattutto esplosivo Semtex, diede alla dirigenza dell’IRA un’incommensurabile potere di contrattazione nei negoziati, rendendo il processo di pace ancora più attrattivo.

La storia può essere davvero strana, non è vero?