Un comunicato stampa rilasciato dal Public Relation Office di 1916 Societies

stop and search1916 Societies ha tenuto una discussione molto ben frequentata all’Ashgrove Centre di Portadown sabato 1 marzo, per evidenziare il continuo problema della polizia politica e della continuativa presenza dell’intelligence militare britannica al centro del processo di polizia nelle Sei Contee occupate. Darragh Mackin di KRW Law è intervenuto insieme a Breandan MacCionnaith di éirígí e Stephen Geraghty del gruppo sui diritti umani di recente formazione, Justice Watch Ireland.

Gran parte della discussione si è incentrata sull’uso della politica di “stop and search” come di uno strumento di persecuzione politica da parte della PSNI e dei continui tentativi di MI5 e PSNI per costringere i giovani delle Sei Contee a lavorare come informatori pagati dallo Stato e come questi tentativi costituiscono una grave violazione al diritto alla vita stabilito dalla Convenzione Europea.

Dopo il contributo dal pubblico del repubblicano di Dungannon Packy Carty, è diventato evidente che gli sforzi per contrastare il problema del reclutamento degli informatori attraverso l’ufficio del Police Ombudsman – in relazione al recente tentativo da parte di agenti della PSNI in uniforme di reclutare un giovane di Dungannon in pieno giorno in una strada affollata – avevano rivelato che i meccanismi di responsabilizzazione contenuti nella riforma Patten per affrontare tali violazioni erano in effetti inesistenti e, dicendolo con le loro parole, “non è competenza dell’ufficio dell’Ombudsman”.

Questa è una sorprendente contraddizione della propaganda che ci dice che adesso la PSNI è responsabile a livello locale, ma nulla potrebbe essere più lontano dalla verità. Circa il 40% della forza di polizia ha legami con le strutture dell’MI5 e spesso tali collegamenti – a causa del fatto che MI5 non è interessato dalle riforme di Patten – significano che le strutture di responsabilità presumibilmente messe in atto per prevenire il genere di abusi testimoniati quando la PSNI era conosciuta con il precedente nome – RUC – in molte istanze sono effettivamente compromesse.

Dovrebbe essere ovvio che l’MI5 non dovrebbe avere alcun ruolo nelle attività di polizia a causa della propria sordida storia – gran parte della quale deve ancora essere svelata -, ma la realtà è che oggi occupa un ruolo centrale all’interno del prisma della polizia nel nord dell’Irlanda nonostante le assicurazioni che dicono il contrario. Questo ha gravi implicazioni per la posizione politica di quegli apologeti della PSNI che affermano che siamo entrati in un nuovo periodo di gestione della polizia dal 2007. Dato il ruolo non responsabilizzato dell’intelligence militare britannico all’interno della gestione della polizia, allora tale nozione è stata veramente accantonata. È stato categoricamente dimostrato che non c’è alcuna base nell’attuale realtà di polizia.

Gli eventi quotidiani dimostrano a chi ha partecipato alla discussione che la gestione della polizia nel nord dell’Irlanda non è riuscita a fare i passi in avanti promessi in termini di responsabilità locale verso coloro che sono ancora condannati a vivere sotto l’autorità inglese nelle Sei Contee sotto la bandiera di una “nuova dispensazione” della polizia. Semplicemente questo non si è mai materializzato.

Accanto al ruolo omnipervasivo dell’MI5, all’interno delle strutture di polizia e della società stessa, dimostra che non siamo lontani dalle condizioni che hanno dato luogo a miriadi di abusi dei diritti umani attribuiti allo Stato britannico durante il recente conflitto armato che ha avuto luogo in questa parte di Irlanda. Questo dovrebbe essere un motivo di preoccupazione per tutti noi.