Da Belfast, Andrea Varacalli – Avvenire

Cosiddetti membri del "Servizio di polizia civile" | So-Called member of the 'Civil Police Service' in ArdoyneQuasi trecento agenti della polizia nordirlandese hanno dismesso l’uniforme a causa della pendente minaccia che arriva dalle formazioni paramilitari repubblicane.

Dai dati diffusi attraverso il Northern Ireland Office del Segretario di Stato britannico nella provincia, Owen Paterson, è emerso che si tratta di 154 poliziotti cattolici, 108 protestanti, e 12 cosiddetti “inclassificati”.

Nata nel 2001 dalla riforma derivata dal processo di pace nel 1998, la Psni – Police Service of Northern Ireland – ha sostituito la Royal Ulster Constabulary (Ruc), correggendo la percentuale di reclutamento nelle comunità unioniste e nazionaliste.

Prima degli accordi, la Ruc era formata al 98 percento da membri provenienti dall’enclave protestante; in dieci anni, la riforma ha garantito fino a oggi l’inclusione al 50/50 per i nuovi agenti di denominazione cattolica.

La questione religiosa, tuttavia, non si pone per il repubblicanesimo armato irlandese delle dissidenze al processo di pace: “Non c’interessa l’equivalenza confessionale nelle forze di sicurezza britanniche, – fanno brillare dagli ambienti vicini alla formazione repubblicana Oglaigh na hEireann – la Psni è il braccio politico e militare di Londra nelle Sei Contee esattamente come la Ruc”.

L’ultima vittima dell’Ira, Ronan Kerr, risale allo scorso aprile.

Il venticinquenne agente cattolico morì saltando in aria sulla bomba piazzata sotto la sua automobile a Omagh.

E sul filone delle indagini dell’omicidio Kerr, ieri sono proseguiti numerosi i raids dell’antiterrorismo nelle aree repubblicane di Coalisland, Toomebridge, Bellaghy e Ballyronan.

Cinque gli arresti, tra cui sembrerebbe spiccare un quarantasettenne vicino agli ex Provisional Ira.

L’uomo era in libertà su licenza di Londra.