I soldati della SAS britannica che uccisero 8 membri dell’IRA e un passante durante l’attacco contro una stazione di polizia a Loughgall agirono in maniera eccessiva

L’8 maggio 1987 nella cittadina di Loughgall, otto uomini dell’Irish Republican Army (IRA) iniziarono un attacco esplosivo contro la locale stazione di polizia, utilizzando un escavatore rubato.

La SAS aprì il fuoco, provocando accuse contro il governo perché portava avanti la politica dello shoot-to-kill (sparare per uccidere) contro i paramilitari repubblicani.

Anche Anthony Hughes, che passava nei pressi della stazione della RUC, fu ucciso dai proiettili inglesi.

Lo scorso settembre l’Avvocatura Generale inglese, dopo aver esaminato il materiale sensibile per la sicurezza nazionale coinvolto, su richiesta del Segretario di Stato, ha stabilito che doveva svolgersi una nuova inchiesta su Loughgall.

Quando sono arrivate per la revisione dell’inchiesta, le famiglie delle vittime hanno insistito che dovranno agire rapidamente.

“Le famiglie hanno combattuto per questo”, ha detto Mairead Kelly, il cui fratello Patrick fu ucciso dalla SAS a Loughgall.

“Abbiamo avuto una inchiesta nel 1995, che abbiamo dovuto abbandonare e abbiamo combattuto anche attraverso la Corte Europea per ottenere un giudizio che diceva che non era compatibile con l’Articolo 2. Oggi speriamo che con tutte le informazioni ottenute possiamo ricominciare da capo”.

L’avvocato Darragh Mackin ha aggiunto: “Crediamo che la verità sarà raccontata nel corso dell’inchiesta, sappiamo già che il Segretario di Stato ha i documenti, il processo è già stato fatto, è giunto il momento per far andare avanti l’inchiesta per dimostrare che si trattò di un attacco premeditato, che c’erano informazioni di intelligence prima di quella sera”.

Lord Justice Weir, che sta cercando di stabilire se 56 istruttorie su omicidi avvenuti nel corso dei Troubles possono procedere, ha sentito Peter Corrigan, avvocato per le famiglie delle vittime, sostenere che i soldati della SAS avrebbero potuto effettuare degli arresti a Loughgall, invece agirono in maniera eccessiva e sproporzionata.

Il legale ha detto al giudice che le famiglie stanno aspettando da 29 anni per un’indagine e deve essere realizzata tempestivamente.

Ha spiegato Corrigan: “A dispetto di velocità e tempestività, non abbiamo ancora una data stabilita per l’inchiesta… dobbiamo permettere alla gente di avere fiducia sullo stato, che indaga adeguatamente su omicidi controversi come in questo caso”.

Un avvocato per il Ministero della Difesa e la PSNI ha detto di aver ottenuto una lista dei nomi dei soldati presenti a Loughgall quel giorno e spera di essere in grado di portare avanti il caso.