Francis Mackey, 32 County Sovereignty Movement

PartecipantiCentimetri sui giornali, metri nei media accondiscendenti con il potere, sono pieni di critiche per il fallimento di Stormont.

Alcuni lo ritengono più lento dell’evoluzione descritta da Darwin.

Per comprendere dove ci troviamo dopo 10 anni, è importante esaminare come questo fallimento sia stato architettato e cosa ha comportato il suo raggiungimento.

Per alcuni anni antecedenti al 1998 i contatti e i trattative segrete erano in corso con il governo inglese.

Un consenso fu raggiunto senza alcuna discussione su un ordine del giorno approvato, un’agenda controllata dal governo inglese nella quale la loro illegale posizione costituzionale sull’Irlanda non sarebbe stata modificata.

Dublino facilitò gli inglesi, così come fecero i partiti di Stormont.

Quando gli inglesi misero al sicuro questa intesa, erano pronti a concludere un accordo a proprio favore.

Il resto divenne pura semantica, un mettere i puntini sulle i, ma senza modificare la direzione fornita dal governo inglese.

Quando la bozza finale fu approvata, Tony Blair rise a crepapelle per tutta la strada verso casa, vista la facilità con la quale riuscì a manovrare gli irlandesi.

Tutto questo avvenne senza dibattiti o input dalla base repubblicana.

Il difetto nel negoziato sta nel fatto che sul tavolo non c’era nulla. La causa centrale del conflitto non si trovava sul tavolo. Il prezzo per inserirsi nel negoziato fu l’accettazione di un risultato predeterminato basato sulla legittimità della partizione.

Ciò che ne è seguito verrà ricordata come la più grande capriola di tutti i leader repubblicani.

Gli inglesi credono di aver finalmente bloccato la ribellione Feniana.

Dopo 10 anni la domanda rimane: cosa è cambiato?

Da un punto di vista sociale ed economico, i prezzi delle case sono schizzati alle stelle. Non vengono costruite case popolari costringendo la gente ad accendere mutui che possono a malapena permettersi.

La spesa sanitaria sta per essere ridotta con la chiusura di ospedali e la riduzione di servizi in aree molto apie.

L’educazione va a rotoli senza nulla che sostituisca l’11-plus (l’esame di ammissione alla scuola media, NdT).

Ma questi sono semplicemente sintomi di una situazione molto più grave.

Il palcoQuesti sintomi riflettono l’incapacità dei parlamentari di Stormont di avere qualsiasi visione reale e che in realtà sono semplicemente gli amministratori delle idee politiche di un governo straniero.

Come nel vecchio Stormont, ora siamo testimoni di una operazione di ridefinizione dei confini dei governi locali con le aree periferiche isolate in nuovi super-consigli.

Questo broglio è stato stato approvato dagli abili calcolatori presenti nel DUP e nel Provisional Sinn Fein così potranno gestire nel breve termine lo status antidemocratico che hanno creato.

Tutto questo è stato compiuto nel passato quando, come detto in precedenza, provarono ad armonizzare la divisione dell’isola con la British Rule (governo inglese, NdT) in Irlanda.

In seguito all’Accordo di Saint Andrews è chiaro che stiamo assistendo al palese tentativo di far passare come normale il governo britannico.

La parata dell’esercito inglese per le strade di Belfast la scorsa domenica ha dimostrato che gli inglesi stanno riaffermando il proprio ordinamento con la sfilata dei propri soldati e con la minaccia implicita verso gli irlandesi: non sfidateci perché questa sarà la nostra risposta.

Gordon Brown ha contribuito ad insultare gli irlandesi chiamando le comunità a dare pieno supporto ad un esercito di occupazione.

La politica di gestione della sicurezza in Irlanda prosegue con la Psni, che è la stessa forza di polizia della Ruc, entrambi illegali, e non devo ricordare a chi è presente in questa sala la campagna di omicidi e terrore portata avanti contro la popolazione nazionalista, supportata da leggi create ad hoc per arrestare e colpevolizzare chiunque volessero.

Oggi i nazionalisti ed i repubblicani sono controllati come mai prima d’ora perché adesso il bracconiere è diventato il guardacaccia, direttamente coinvolto nella raccolta di intelligence e come copertura chiedono ai nazionalisti di comunicare le attività repubblicane alla ormai discreditata Psni.

E’ cambiato qualcosa per la popolazione nazionalista/repubblicana? Mi dispiace ma devo dire che nulla si è modificato.

La posizione repubblicana è stata gravemente danneggiata dal Good Friday Agreement (Accordo del Venerdì Santo, NdT).

Fortunatamente l’analisi repubblicana ha superato la prova del tempo e questa serata ne è la testimonianza.

Il dibattito e la discussione che furono negate si stanno svolgendo ora e il lancio del Republican Forum for Unity ha messo i repubblicani nella corretta direzione con i diversi punti di vista in discussione e lavorando insieme per promuovere e sviluppare l’ideale repubblicano come enunciato nella Proclamazione del 1916.

A nome del 32 County Sovereignty Movement desidero illustrare brevemente dove pensiamo che il Republican Forum for Unity possa permetterci di raggiungere il nostro obiettivo repubblicano. Per noi il Forum è un meccanismo di azione politica. Non è un luogo dove fare quattro chiacchiere.

E’ un organismo di persone che ascolta e raccoglie i punti di vista repubblicani e socialisti con l’intenzione di tradurli in un’azione politica concordata. Ci piacerebbe mostrare alcuni esempi dove questo approccio avrebbe potuto assistere i repubblicani e dove ci potrà tornare di aiuto in futuro.

Noi tutti possiamo ricordare il recente dibattito sull’ordine pubblico e le susseguenti elezioni che sono state viste, de facto, come un referendum su tale argomento. Avrebbe dovuto essere la nostra ora. Questo dibattito era il nostro terreno naturale perché andava direttamente al cuore della nostra lotta.

Ma alle elezioni l’area repubblicana è stata frammentata. Ha presentato un fronte povero alla nostra gente che cercava alternative reali ma non ne ha trovate. Con l’eccezione di Peggy O’Hara a Derry, dove vari gradi di cooperazione tra repubblicani ha avuto luogo, l’elezione è stata un caos per i repubblicani.

Possiamo fornire molte scuse ma quanti di coloro che sono presenti questa sera possono, con la mano sul cuore, affermare che non avremmo potuto fare meglio se ci fossimo avvicinati all’impegno elettorale con una elaborata strategia? Qui noi del 32 CSM vediamo la funzionalità di questo Unity Forum.

Nelle 26 Contee lo stesso referendum sul Trattato di Lisbona ha permesso al punto di vista repubblicano socialista di essere ascoltato. E nonostante la bocciatura del Trattato – mi congratulo di cuore con coloro che hanno collaborato a ciò – il nostro punto di vista repubblicano non ha ricevuto alcun credito per la sconfitta referendaria.

E ancora sottoponiamo la questione: un approccio repubblicano condiviso poteva assicurare un maggior riconoscimento per la vittoria del No? Tutti noi ci siamo opposti al Trattato. Cos’era così ideologicamente proibitivo che non ha permesso a persone con idee simili di sedersi ad un tavolo e incanalare le risorse limitate verso un obiettivo comune? Ancora una volta è questa la funziona che intendiamo riconoscere allo Unity Forum.

Perché siamo in lotta ed altri problemi ed eventi si presenteranno. Ma piuttosto che finire in un ciclo senza fine di reazioni alle politiche altrui, abbiamo la possibilità di imporre la nostra agenda.

Per prima cosa dobbiamo essere noi stessi. E dobbiamo portare avanti il nostro programma politico nella speranza che gli altrui programmi possano trovare terreno comune con il nostro e all’interno del Republican Forum for Unity possiamo coordinare tutti gli sforzi in una maniera più efficiente. Non sosteniamo che la gente e le organizzazioni attendano le proposte del Forum e si schierino dietro ad esso ma tutti possiamo portare le nostre idee in modo da amplificarne l’efficacia.

I dieci anni dopo l’Accordo del Venerdì Santo sono stati una seria esperienza per i repubblicani. L’Accordo non caccerà gli inglesi dal nostro Paese. Neppure i politici creati dal GFA lo faranno. Dobbiamo stare lontani da essi ma non possiamo astenerci dalle nostre responsabilità di presentarci di fronte alla nostra gente con una valida alternativa che non sia solamente il puntare il dito contro i fallimenti altrui.

Il GFA ha fallito. Il 32 CSM non ha intenzione di sprecare altro tempo per ribadirlo. Con l’aiuto dell’Unity Forum potremo interagire con chi sta cercando di costruire un’alternativa politica alla divisione dell’Irlanda. Non siamo appesi al passato. Non siamo attaccati ai nostri vecchi compagni. Non crediamo nel Santo Graal. Siamo soddisfatti della legittimità della nostra posizione e non vediamo ragioni per soffermarci costantemente su essa.

Il 32 County Sovereignty Movement ha fatto formale presentazione al Republican Forum for Unity per riguardo agli membri. Il nostro documento Dismantling Partition (Smantellando la divisione dell’Irlanda) rappresenta un programma strategico di obiettivi temporanei su cui il movimento repubblicano può lavorare tra oggi ed il 2016. Noi illustriamo il tipo di campagne nelle quali partecipare per raggiungere questi obiettivi. Abbiamo elaborato un piano di azione che fornisce scopi e obiettivi alla base repubblicana. Vogliamo che il Forum consideri queste proposte per vedere quali aspetti possono essere accorpati a quelle altrui così da poter valutare la costruzione una campagna d’azione. Stiamo abbozzando le nostre future azioni su argomenti che dovremo affrontare e vorremmo anche sottoporle al Forum, non per approvazione, ma per valutarle in base alle operazioni pianificate dagli altri membri.

Ecco come ci vediamo agire nei dieci anni che stanno davanti a noi. Ecco come desideriamo agisca il Republican Forum for Unity, assistendo tutti i repubblicani nell’affrontare quegli anni. Sono rincuorato dalla convergenza sui repubblicani e la propaganda negativa e le menzogne prodotte dai partiti dell’establishment dimostrano dove si trova la vera sfida contro la British Rule in Irlanda.

Senza dubbio il precedente decennio appartiene a coloro che hanno lavorato al fallimento del Good Friday Agreement. Assicuriamoci che la decade a venire possa appartenere ad una base repubblicana unita.

Go Raibh maith agat – Grazie