L’Alliance Party ha chiesto ai parlamentari di cominciare i colloqui per affrontare al meglio l’eredità del passato

Parlamento di Stormont | Stormont ParliamentLunedì a Stormont il parlamentare per East Belfast, Chris Lyttle, ha affermato che sebbene l’Historical Enquiries Team ha già rivisto metà dei casi assegnati, ci sono “incredibili domande per la verità e la giustizia” e teme che il sistema giudiziario “non sia in grado di affrontarli tutti”.

La prospettiva per una Commissione Verità per l’Irlanda del Nord, simile a quella istituita in Sud Africa dopo l’apartheid, è stata molto dibattuta e Lyttle spiega come la mozione presentata non sia intesa ad “incitare il dibattito tra i partiti politici su quanto sia complesso il nostro passato ma piuttosto offrire ai partiti di questa Assemblea l’opportunità di inviare un chiaro messaggio: possiamo almeno accettare che ci sia la necessità di affrontare il passato ed impegnarci in colloqui urgenti ed inclusivi per fare progressi su questa materia importante”.

Ci sarebbero almeno 500mila persone nella regione che si sentono direttamente colpite dal conflitto. E sebbene la maggioranza non desideri assistenza, circa 100.000 di loro stanno già ricevendo aiuto o lo desidererebero. Aggiunge Lyttle: “Le vittime meritano di sapere se era stata esaguita adeguatamente l’indagine sul crimine perpetrato ai loro danni o contro i loro cari”.

La mozione ha ottenuto il sostegno del DUP. David McIlveen, un parlamentare unionista, ha affermato che “la verità, a livello della base, è l’obiettivo finale”.

“Se possiamo scoprire quanto ha speso Martin McGuinness la scorsa settimana da Asda ma non possiamo stabilire se fosse un membro dell’IRA o quando ha lasciato l’IRA, allora come possiamo ottenere la verità?” ha chiesto.

Lyttle riconosce che qualsiasi tentativo di affrontare il passato necessita di lavorare in collaborazione con le strutture esistenti, comprendenti l’HET e la Commissione Vittime, ma il dibattito di lunedì è stato un “passo nella giusta direzione” per raggiungere una “struttura generale per assicurare che stiamo affrontando il passato in una maniera coordinata”.

Il portavoce per le Vittime dello Sinn Fein, Mitchel McLaughlin, afferma che il partito accoglie positivamente un processo di recupero della verità solamente se comprenderà qualsiasi vittima.

“Lo Sinn Fein sostiene che se si cercano solo le prove per alcuni dei gruppi protagonisti, o se solo vengono poste solo alcune delle domande, allora si stabilirà solo parte della verità.

“L’istituzione di una Commissione Indipendente Internazionale per la Verità è il modo migliore di portare avanti questo tema. Chiaramente la volontà di tutti gli ex combattenti di partecipare volontariamente potrà essere migliorata se la Commissione verrà vista come indipendente, avrà una dimensione internazionale e sarà giusta ed equa”, ha detto il parlamentare per South Antrim.

“L’insistenza che ci potrà essere un approccio selettivo, in effetti, farà continuare questa situazione di stallo, probabilmente a tempo indeterminato, a meno che non vi sia un approccio che non fa distinzioni tra la sofferenza di tutte le vittime e i superstiti e per estensione i ruoli e le responsabilità dei tutti i protagonisti del conflitto.

“Finora l’approccio del governo britannico è stata quella di sfidare, frustrare e far salire le spese delle inchieste, in modo da renderle politicamente inaccettabili. Se vogliamo avere un credibile processo di recupero della verità questo approccio deve cambiare”.

Mentre il leader del TUV Jim Allister ha detto che il dibattito sul passato potrebbe rivelarsi in gran parte inutile.

“Questa corruzione di ciò che è corretto e giusto nell’accordo di Belfast e di coloro che ora lo sostengono, è il motivo per cui, nonostante le belle parole di alcuni, la giustizia rimane elusiva.

“Come potrebbe essere altrimenti quando i perpetratori legiferano su di noi e sono tenute lì da chi conoscono bene, ma consapevolmente, per amore del potere, sbagliano”, ha aggiunto Allister.