Da Belfast, Andrea Varacalli, Avvenire

Kevin McDaidEra uscito per cercare il figlio durante gli scontri nel quartiere e invece ha trovato la morte. Si tratta dell’ennesimo omicidio di matrice settaria in Irlanda del Nord.
E’ successo l’altra notte a Coleraine, una delle cittadine dell’Ulster tra Belfast e Derry. Kevin MCDaid, quarantanove anni, è stato massacrato a calci da uno squadrone paramilitare lealista che era a “caccia” proprio nell’area nazionalista dell’enclave cattolica.
Secondo gli inquirenti della polizia nordirlandese, il cattolico McDaid sarebbe finito in un’imboscata non distante dalla sua abitazione. Lo avrebbero aggredito in trenta.
Tristemente, durante il raid lealista, l’uomo non è stato l’unica vittima. Poche minuti prima, infatti, un altro cattolico di quarantasei anni è stato attaccato con le stesse modalità. Si chiama Damien Fleming e ora riversa in gravi condizioni per lesioni al cranio nell’ospedale di Antrim.

E’ stata questa una settimana di scontri nel nord-Derry, culminata domenica scorsa con la fine del campionato di calcio scozzese e la volata dei club storicamente protestante dei Rangers e quello cattolico, il Celtic, entrambi di Glasgow.
Dure le condanne dai politici locali all’omicidio. “Sono entranti nel distretto cattolico per uccidere” ha detto Martin McGuinness, numero dello Sinn Fein e vice ministro, e John Dallat, del partito socialdemocratico cattolico, Sdlp, ha ribadito l’urgenza di “smantellare le strutture organizzative e paramilitari dell’Uda”. Intanto la vedova di Kevin McDaid ha chiesto alla comunità nazionalista” di evitare rappresaglie”.