Anthony McIntyre

L’ex prigioniero dell’IRA ha contribuito alla creazione dell’archivio orale del Boston College sulla storia del conflitto raccontata dai paramilitari di entrambe le fazioni

Anthony McIntyre, ex paramilitare dell’esercito repubblicano, è stato interrogato dalla polizia irlandese. McIntyre aveva giocato un ruolo fondamentale nella costruzione del controverso archivio “Belfast Project” ideato dal Boston College, in cui sono raccolte le storie dei paramilitari lealisti e repubblicani.

È la prima volta che la Garda Síochána è coinvolta nelle indagini condotte dalla PSNI nordirlandese sull’archivio. Secondo scrittori e giornalisti, le indagini compromettono la libertà accademica.

Agenti Gardai si sono recati presso l’abitazione di Anthony McIntyre, uno dei principali ricercatori del Belfast Project – un archivio di testimonianze di ex membri lealisti e repubblicani sul loro coinvolgimento nelle violenze durante i Troubles in Irlanda del Nord.

I ricercatori del Boston College avevano promesso a tutti gli intervistati che le loro storie sarebbero state rese pubbliche solo dopo la morte. Ma la PSNI, attraverso il ricorso ai tribunali americani, ha ottenuto l’accesso ad una parte di tale archivio.

La PSNI ha utilizzato i nastri e il materiale registrato per costruire casi giudiziari contro un certo numero di ex membri IRA e lealisti. Hanno usato anche le interviste in archivio per arrestare Gerry Adams, il presidente dello Sinn Féin, accusato da un ex comandante della brigata Belfast dell’IRA di aver creato una unità segreta nei primi anni Settanta per rapire, uccidere e seppellire in segreto persone ritenute agli ordini delle forze di sicurezza britanniche. Gerry Adams ha sempre negato qualsiasi appartenenza all’Irish Republican Army.

Ed Moloney, direttore del Belfast Project, ha confermato sul suo blog The Broken Elbow che due detective della Garda domenica hanno visitato la casa della famiglia McIntyre a Drogheda, Contea di Louth.

Moloney ha detto: “Citando una richiesta della PSNI, fatta in applicazione delle disposizioni di mutua assistenza giudiziaria tra il Regno Unito e l’Irlanda, gli investigatori hanno fato una serie di domande al signor McIntyre a nome della PSNI. Lo scambio è stato breve e cortese, e il signor McIntyre ha rifiutato di rispondere alle domande”.

Gli agenti di An Garda Síochána dovevano indagare se l’anno scorso Anthony McIntyre e sua moglie Carrie fossero stati obiettivi di un’operazione di spionaggio e di intercettazioni.

Carrie Twomey, la moglie di Anthony McIntyre, ha sostenuto che le sue telefonate e le mail inviate al personale diplomatico statunitense a Dublino e a Belfast erano state illegalmente intercettate. Twomey aveva riportato le proprie preoccupazioni alla Garda Síochána.

L’anno scorso, il quotidiano Sunday World di Belfast aveva raccontato che Carrie Twomey aveva scritto all’ambasciata e al consolato americano di Belfast chiedendo asilo politico per sé stessa, i suoi figli ed il marito. La donna aveva negato questo fatto e aveva affermato di non aver mai lavorato al progetto del Boston College.

Twomey e McIntyre credono che un “dipartimento per i lavori sporchi” collegato ad ex membri dell’IRA abbia illegalmente letto e registrato le mail spedite all’ambasciata USA di Dublino. Le comunicazioni pubblicate dal Sunday World erano quasi una fotocopia delle mail che Carrie Twomey aveva indirizzato ai diplomatici americani.

La coppia ha presentato una denuncia alla Garda Síochána circa il presunto incidente di furto delle mail affermando che non c’era altro modo in cui il giornale avrebbe potuto ottenere il materiale.