gerard forsetLunedì sera hanno lanciato una pipe bomb contro l’abitazione di Gerard Foster, conosciuto attivista dell’Irsp ed ex prigioniero dell’Inla, situata in Leenadon Avenue a West Belfast.

Per prima cosa gli assalitori hanno sfondato una finestra, lanciando un mattone contro il vetro della cucina. Subito dopo hanno gettato il pericoloso ordigno nella casa. Per un caso fortuito la pipe bomb non è esplosa.

Al rientro, intorno alle 20, Foster ha notato la finestra distrutta ed ha pensato che il danno fosse stato causato dai ragazzini che giocano intorno alla sua abitazione.
Appena entrato in casa, invece, ha notato la bomba a terra tra la cucina ed il soggiorno.

“Un amico ha chiamato la polizia e gli artificieri dell’esercito”, ha riferito l’uomo. “Sono state necessarie più di otto ore per mettere in sicurezza l’ordigno. Come mi hanno comunicato gli investigatori – prosegue Foster – la pipe bomb era in grado di esplodere e provocare danni, pertanto si può parlare di tentato omicidio”.

Fortunatamente nessuno è rimasto ferito anche se, fa notare Foster “mia figlia di 11 anni è solita svolgere i compiti di scuola proprio in quella stanza e sarebbe potuta restare uccisa”.

Gerard Foster è quotidianamente impegnato nel lavoro comunitario e frequenta regolarmente ex prigionieri dell’Ulster Defence Association e dall’Ulster Volunteer Force. Ha contatti anche con ex personale della Ruc e dell’esercito.

Due mesi fa la polizia avvisò Foster di essere bersaglio dei paramilitari lealisti ma l’ex prigioniero dell’Inla ha continuato a svolgere la solita routine.

Il rapporto sull’accaduto è stato distorto sia dalla polizia che dal consigliere dello Sinn Fein, Gerard O’Neill.

La polizia ha semplicemente riferito che un ordigno era stato lasciato nella zona di Lenadoon mentre O’Neill ha chiaramente parlato di “mancanza di rispetto per l’intera comunità” da parte di chi “ha lasciato un ordigno lungo Lenadoon Avenue accanto a Shaw Road, nella zona ovest della città”.
Per il consigliere shinner, che ha parlato con Marie Louise McCrory dell’Irish News, “non è ancora stato stabilito chi o quale gruppo abbia lasciato questo ordigno in una zona trafficata che avrebbe potuto causare ferite agli abitanti”.

Foster è, giustamente, avvilito per questo tentativo di sviare l’attenzione su questo tentativo di omicidio. E, in un pubblico intervento su Internet, fa sapere di “non voler speculare sull’attacco alla mia abitazione”. Ma aggiunge anche di essere stato interrogato dalla polizia e da alcuni giornalisti che hanno chiesto se tale attacco potesse essere stato compiuto dai cosiddetti dissidenti repubblicani. “La mia risposta è stata semplice e molto breve, di due parole e la seconda è stata Off (fuck off – ovvero andare al diavolo)”, scrive Foster. Durante il lavoro in comunità, proseguito nonostante il tentato omicidio subìto, ha ricevuto attestati di solidarietà dai lealisti con i quali collabora e “nonostante molti non possano crederci, penso fossero totalmente sincere” mentre gli unionisti di Suffolk “hanno espresso il loro disappunto per l’accaduto al partito”.

Il portavoce dell’Irish Republican Socialist Party, Paul Little, ha affermato che il partito potrebbe avere un incontro con rappresentanti lealisti per determinare se l’Uvf o l’Uda sono stati coinvolti nell’attacco.
“Chiederemo a questi gruppi di condannare questo tentato omicidio e di dissociarsi da esso. Gerard Foster è un membro rispettato della comunità di West Belfast e ha aiutato a creare la locale associazione di residenti”, ha concluso Little.