Informatori PSNI | PSNI informersLa PSNI paga più di 1.000 sterline al giorno agli informatori. Lo rivela il Belfast Telgraph.

Il giornale ha saputo che il conto per il pagamento degli informatori ha raggiunto le 400.000 sterline negli ultimi 12 mesi – uno dei costi maggiori di tutte le forze di polizia britanniche.

Il totale è aumentato di un terzo dallo scorso anno, suggerendo che un’aumentata operazione di intelligence viene usata per combattere il crimine in Irlanda del Nord. I numeri hanno gettato nuova luce su una delle aree più segrete della gestione dell’ordine pubblico.

Ma le domande saranno sollevate sulla qualità delle informazioni raccolte dagli investigatori e dell’uso delle controverse tattiche della polizia.

La polizia afferma che spendere denaro è un gioco che vale la candela per le informazioni che altrimenti non potrebbero ottenere – in alcuni casi evitando lunghe e costose indagini.

Ma gli oppositori – in primo luogo lo Sinn Fein – dicono si tratti di un mondo difficile, dove le informazioni sono spesso inattendibili.

Secondo i documenti della PSNI, nell’anno finanziario 2009/10 sono state pagate 405.115 sterline.

Si tratta di un significativo aumento, rispetto alle 299.000 sterline dell’anno precedente. E il quadruplo rispetto alle 104.326 sterline del 2004/05.

Ciò significa che la polizia paga circa 1.110 sterline al giorno per ottenere informazioni – in molti casi da persone profondamente collegate coi crimini stessi.

L’aumento dei costi potrebbe indicare un maggior successo contro il crimine, però altre voci parlano di spreco di soldi in quanto la polizia non sa come mettere a frutto tali informazioni.

La polizia si è rifiutata di riferire come mai i pagamenti sono aumentati così tanto. Un portavoce della PSNI ha affermato che la polizia “non discute di questioni legate all’intelligence“. La PSNI si è anche rifiutata di comunicare il numero degli informatori o il prezzo più alto pagato ai singoli informatori.

Si pesa che questo conto non includa gli informatori che riferiscono all’MI5 – molti dei quali sono utilizzati per raccogliere notizie sulla minaccia repubblicana. Jimmy Spratt, membro DUP nel Policing Board, dice che i pagamenti hanno il giusto rapporto qualità/prezzo.

“Non sapremo mai quanti crimini sono stati risolti o quanti incidenti evitati grazie alle informazioni raccolte in questo modo”, ha affermato.

Ma Alex Maskey, membro Sinn Fein, ha espresso la propria preoccupazione per l’aumento della dipendenza dagli informatori.

“Il nostro partito è molto preoccupato dal grande incremento di questo tipo di attività, che appare molto sproporzionata”, ha detto.

“Dovete chiedere se ci sono i numeri delle persone coinvolte, poi qual è il risultato e quali sono i benefici di tutto ciò?”

L’uso degli informatori continua ad essere controverso. I processi con i supergrass (paramilitari che hanno svenduto i propri compagni per sconti di pena) degli anni Ottanta hanno visto sospetti testimoniare in tribunale contro presunti ex compagni, ma i processi sono terminati nel 1985 nonostante molti dubbi sull’affidabilità delle testimonianze.

Nel 2007 un devastante rapporto redatto da Nuala O’Loan, Police Ombudsman del tempo, rivelò che gli agenti della Royal Ulster Constabulary (predecessore della PSNI) avevano protetto gli informatori lealisti dalle indagini relative a più di una dozzina di omicidi compiuti negli anni Novanta.

Un portavoce della PSNI ha affermato: “Come ogni altro servizio di polizia, il Police Service of Northern Ireland non può operare in modo efficiente e non può compiere la sua funzione primaria di prevenzione e contrasto della criminalità, se non utilizza sistemi di intelligence provenienti da diverse fonti.

“Non abbiamo alcun dubbio che le fonti di informazioni gestite dal Police Service hanno aiutato a salvare vite umane e consegnare i colpevoli alla giustizia”.