di René Querin

Holy Cross, Ardoyne, Belfast
Dodici anni dopo le violenze che nel 2001 catapultarono la scuola cattolica femminile Holy Cross di Belfast sulle prime pagine dei giornali di tutto il mondo, in questi giorni la tensione nella zona è tornata a salire.

Martedì scorso per le alunne cattoliche è stato un shock scoprire che i marciapiedi che portano all’ingresso della scuola erano stati dipinti la sera prima di rosso, bianco e blu, i colori della Union Jack. Anche il cancello di ingresso era stato dipinto con gli stessi colori dai giovani lealisti di North Belfast.

A nulla era valso l’intervento degli operatori comunitari – concertato con la PSNI – per richiedere la rimozione della vernice.

I repubblicani che vivono nella zona di interfaccia si erano risentiti per questa operazione portata avanti dai lealisti e avevano fatto rimostranze ufficiali.

Gerry Murphy, segretario per il Nordirlanda dell’Irish National Teachers’ Organisation si era detto preoccupato per il ritorno di una situazione simile al “corridoio dell’odio” del 2001.

“È una brutta eco di ciò che è accaduto prima e spero che non si torni a quella situazione”.

Giovedì sera una cinquantina di lealisti si sono radunati lungo il perimetro della scuola, sotto le Union Jack che occhieggiano le finestre delle classi in cui le bambine con la divisa rossa fanno lezione.

I cancelli della scuola erano stati prontamente chiusi nel timore di un attacco.

Il raduno lealista era stato indetto su Facebook dopo che erano circolate voci incontrollate secondo le quali il Road Service avrebbe provveduto la sera stessa a rimuovere la vernice dai marciapiedi.

“Il raduno è nato su Facebook a causa di incomprensioni e informazioni errate”, spiega il consigliere DUP Lee Reynolds. “L’area è un punto molto caldo, ma non stiamo per vivere una Holy Cross 2”.

Holy Cross, Ardoyne, Belfast“Insieme agli altri consiglieri e agli operatori comunitari abbiamo parlato con i manifestanti e avremo un altro incontro per discutere le loro preoccupazioni. Qualsiasi tensione o potenziale ostilità è stata stroncata sul nascere” fa sapere il politico unionista.

Anche la direttrice della Holy Cross, Maura McNally, smorza i toni.

“L’unica preoccupazione è per il modo in cui la notizia è stata riportata” spiega la direttrice.

“Ero l’unica persona nella scuola al momento dei fatti e non ero sotto minaccia. Quando ho lasciato la scuola nessuno gridava o sbeffeggiava e non mi sono sentita minacciata” prosegue McNally.

“I genitori, con me, non si sono mostrati preoccupati. Il mio lavoro è di controllare ciò che avviene nella scuola, altri possono guardare a ciò che accade fuori”, conclude.