Bloody Sunday, 30 gennaio 1972, Derry

Un giudice di Londra ha stabilito un’udienza per giovedì 26 novembre

Gli investigatori che indagano sulle uccisioni del Bloody Sunday si sono impegnatei a non arrestare altri ex soldati fino a quando una causa legale contro il loro approccio detentivo non sia terminata.

Sette ex paracadutisti stanno cercando una revisione legale sul modo in cui la PSNI sta conducendo la sua indagine storica sulla morte di 14 manifestanti per i diritti civili avvenute a Derry il 30 gennaio 1972.

La causa legale sostiene che gli uomini non dovrebbero essere arrestati e portati in Irlanda del Nord per un interrogatorio perché sono disposti a partecipare volontariamente agli interrogatori da parte della polizia in Inghilterra.

La richiesta è stata depositata presso l’Alta Corte di Londra dopo l’arresto di un ex soldato avvenuto in Irlanda del Nord la scorsa settimana – il primo ex-soldato arrestato dal Legacy Investigation Branche della PSNI.

Un giudice ha fissato l’udienza presso il Tribunale di Londra per giovedì 26 novembre.

Resta inteso che la PSNI ha preso l’impegno di non effettuare ulteriori arresti prima dell’udienza, attraverso una corrispondenza legale con gli avvocati degli ex soldati britannici.

L’ex soldato sessantaseienne fermato nella Contea di Antrim martedì scorso è stato rilasciato con la condizionale il giorno dopo.

Il suo arresto è stato accolto con favore dai parenti delle vittime.

Tuttavia, una petizione che domanda l’immunità per i soldato coinvolti nel Bloody Sunday ha ricevuto il sostegno di oltre 23.000 persone in meno di una settimana.

Una marcia di protesta contro l’indagine della polizia verso gli ex paracadutisti è in programma questo fine settimana a Londra.

Tredici persone furono uccise dai membri del Reggimento Paracadutisti, il 30 gennaio 1972, mentre marciavano per le strade del quartiere Bogside a Derry. Un’altra vittima è deceduta in ospedale quattro mesi più tardi.

La polizia dell’Irlanda del Nord ha avviato l’indagine per omicidio nel 2012, dopo un’inchiesta di una commissione governativa guidata da Lord Saville, che scoprì come nessuna delle quattordici vittime rappresentava una minaccia per i soldati quando furono colpiti a morte.

In seguito alla pubblicazione del rapporto Saville, nel 2010, il primo ministro David Cameron chiese pubblicamente scusa per le azioni dell’esercito, bollandole come “ingiustificate e ingiustificabili”.

A settembre la PSNI disse alle famiglie delle vittime di aver intenzione di interrogare un certo numero di ex soldati per il loro coinvolgimento nel Bloody Sunday.