Marcia per i diritti civili | Bloody Sunday

Gli organizzatori della marcia per commemorare i 40 anni dalla strage della Bloody Sunday difendono la loro decisione

La maggior parte delle famiglie delle 14 vittime hanno affermato che non vi prenderanno parte.

Vinny Coyle, dell’Associazione Veterani dei Diritti Civili, ritiene che la decisione di marciare sia quella giusta.

“La giustizia non se n’è andata con la conclusione dell’Inchiesta Saville”, ha affermato.

Secondo Coyle l’associazione dovrebbe chiedere al governo britannico di istituire un forum internazionale per la verità e la riconciliazione.

“Ci sarà un grande sostegno, perché l’ingiustizia sta continuando.

Ignorati e non rispettati

“Ci piacerebbe partecipassero tutte le famiglie ma se hanno scelto di non venire, resta una loro scelta”, prosegue Coyle.

Ma alcuni rappresentanti delle famiglie dicono che molti di loro si sono sentiti “ignorati e non rispettati”.

Tony Doherty, il cui padre venne ucciso durante la Bloody Sunday, ha criticato i promotori della proposta.

“Non hanno autorità morale, nessun mandato, nessun diritto e non hanno rispettato i nostri punti di vista che abbiamo chiarito pubblicamente alla vigilia del 39° anniversario”, ha affermato.

John Kelly, che perse il fratello nel 1972, ha accusato gli organizzatori di cercare di “sabotare” la marcia per il loro scopo.

“Vorrei dire a queste persone di tenere questo evento in un’altra data, e allora marceremo insieme a voi”, chiede l’uomo.

“Ho chiamato personalmente la maggior parte delle famiglie e non ne vogliono sapere, hanno preso la loro decisione e non torneranno indietro”.

Un incontro si svolgerà venerdì alle 20 presso il Pilots Row Centre.