bloody sundayContrariamente a quanto fatto trapelare un paio di settimane fa, il rapporto conclusivo sull’inchiesta relativa al Bloody Sunday è ancora in alto mare.

L’inchiesta, affidata a Lord Saville da Tony Blair nel 1998, ha il compito di portare alla luce le responsabilità per il massacro di 14 civili inermi che partecipavano ad una manifestazione per i diritti civili a Derry, il 30 gennaio 1972.
I paracadutisti inglesi aprirono il fuoco sui dimostranti allineati dietro allo striscione della NICRA (Northern Ireland Civil Rights Association), partiti da Bishop Fields a Creggan e diretti verso il municipio, quando la grande massa delle persone raggiunsero le barricate erette dall’esercito in William Street, nel quartiere repubblicano del Bogside.
Tredici persone furono freddate nell’area del Bogside mentre John Johnston, 59 anni, morì a giugno in seguito alle complicazioni delle ferite.

Lord Saville è stato affiancato, nella conduzione dell’inchiesta, da Edward Somers, neozelandese, e da William Hoyt, canadese.

Il primo testimone è stato ascoltato nel novembre 2000 e l’ultimo a gennaio 2005. Il tribunale ha ricevuto più di 2.500 testimonianze da parte di testimoni e 922 di questi sono stati chiamati direttamente a deporre davanti alla commissione d’inchiesta.

Il risultato di 10 anni di inchiesta, costati alle tasche dei contribuenti quasi 182 milioni di sterline (270 milioni di euro circa), sono racchiusi in 160 volumi di prove più 121 nastri audio e 110 video testimonianze.

Ma, nonostante le grandi attese, il rapporto non vedrà luce prima del prossimo autunno.

John Kelly, fratello di Michael ucciso dai soldato inglesi quel tragico giorno, si dice “esterrefatto” per la notizia dell’ennesimo ritardo. La speranza delle famiglie delle vittime era di poter leggere il rapporto dell’Inchiesta di Saville all’inizio del 2009 ma ora “non ci sono alternative” all’attesa.

Anche il Segretario di Stato, Shaun Woodward, si è detto sorpreso per l’ennesimo ritardo nella conclusione dell’inchiesta sul Bloody Sunday. Nel comunicato emesso dal Northern Ireland Office, Wooward si dice vicino alle famiglie ed a tutti coloro che sono preoccupati per la mancata conclusione del rapporto.

Lord Saville si è scusato pubblicamente per il ritardo, parlando di “aver sempre trovato difficile, a causa della quantità e della complessità del materiale su cui abbiamo dovuto lavorare, poter prevedere la durata dell’inchiesta”.
Dopo oltre tre anni e mezzo dalla chiusura della parte pubblica dell’inchiesta, e ad oltre 36 anni dal Bloody Sunday, i parenti delle vittime dovranno attendere altri 12 mesi prima di conoscere i risultati.

La prima inchiesta sul Bloody Sunday, condotta da Lord Widgery, fu pubblicata in sole 11 settimane dal 30 gennaio 1972 ma fu ritenuta totalmente errata dai parenti delle vittime e dalla popolazione nordirlandese. Lord Widgery, infatti, non trovò colpevoli i soldati inglesi che ritenne si difesero con le armi all’aggressione da parte dei paramilitari dell’Ira. Ma nessuna delle vittime è stata trovata armata al momento del decesso.