Bloody Sunday | 30/01/1972
Le famiglie di 10 delle 14 vittime della Bloody Sunday cercano di portare in tribunale i soldati del Reggimento Paracadutisti responsabile delle morti avvenute il 30 gennaio 1972 a Derry.

Furono 14 gli uomini ed i ragazzi assassinati dai soldati mentre partecipavano ad una marcia per i diritti civili.

A giugno dello scorso anno i risultati del Rapporto redatto da Lord Saville dichiarò che tutte le vittime ed i feriti erano innocenti.

Nessun soldati è mai stato accusato per le uccisioni.

Tuttavia, a quasi 40 anni dai tragici eventi, un’azione legale è stata preparata ed è pronta per essere consegnata al Public Prosecution Service (Pubblico Ministero).

Johnk Kelly, il cui fratello Michael fu ucciso a soli 17 anni dai soldati britannici, è in prima linea nel presentare l’azione giudiziaria.

Kelly ha detto che mentre la pubblicazione della relazione Saville nel mese di giugno è stata “una giornata euforica”, la considerava un trampolino di lancio verso il conseguimento di condanne contro il soldato che ha ucciso Michael.

Ha poi aggiunto: “Per 39 anni ci siamo battuti per la verità e la giustizia e mentre Saville ci ha dato la verità, ora dobbiamo avere giustizia.

“Questo è qualcosa che ho personalmente voluto da sempre e non ho mai abbandonato la speranza di raggiungerla.

“Sono molto fiducioso che io, insieme con le altre famiglie, vedremo perseguiti i soldati responsabili delle loro morti.

“Ogni morte quel giorno è stata etichettata come «ingiustificata e ingiustificabile» dal Primo ministro britannico e nel mio libro vuol dire omicidio – ecco perché abbiamo incaricato il nostro avvocato di procedere e preparare un caso legale”.

La società legale Madden e Finucane rappresenta il 10 famiglie. Ieri l’ufficio ha confermato di aver presentato “rappresentazioni dettagliate per il Public Prosecution Service, dove chiediamo che i responsabili degli omicidi e tentati omicidi della Bloody SUnday vengano perseguiti in tribunale”.

L’avvocato Peter Madden, ha dichiarato: “E’ chiaro che le prove di interesse probatorio e di interesse pubblico per avanzare azioni penali sono state soddisfatte”.

Questo nuovo sviluppo è venuto il giorno dopo quella che viene ritenuta l’ultima marcia delle famiglie e dei loro sostenitori in commemorazione delle vittime.