Il ministero della Difesa britannico sta preparando i risarcimenti per i parenti delle persone uccise o ferite dai paracadutisti durante la Bloody Sunday

Le vittime della Bloody SundayIl 30 gennaio 1972 quattordici persone persero la vita dopo che i soldati del 1° Reggimento Paracadutisti aprirono il fuoco contro i partecipanti al corteo per i diritti civili a Derry.

Il primo ministro David Cameron ha già chiesto scusa alle vittime, affermando che aprire il fuoco fu un errore.

Un portavoce del ministero della Difesa ha dichiarato: “Riconosciamo il dolore provato da queste famiglie per quasi 40 anni, e che i membri delle forze armate agirono in maniera sbagliata. Per questo, il Governo è profondamente dispiaciuto.

“Siamo in contatto con i legali delle famiglie e dove ci sarà una responsabilità legale per il risarcimento, lo faremo”.

Ma questa mattina i parenti di una delle vittime della Bloody Sunday hanno fermamente respinto l’offerta di indennizzo.

Le sorelle Linda e Kate Nash, il cui fratello adolescente William fu tra le 14 vittime, hanno dichiarato: “Lo troviamo ripugnante”.

Le sorelle Nash hanno affermato che non prenderanno soldi per lucro personale.

“Mai potremo accettare denaro per la perdita di nostro fratello”, hanno detto. “Troviamo ripugnante accettare qualcosa dal Ministero della Difesa. Se il Ministero della Difesa intende istituire delle borse di studio, possono farlo, ma non in nome di nostro fratello”.

L’anno scorso Lord Saville ha elaborato un importante rapporto nel quale ha criticato l’esercito per gli omicidi di Derry.

L’inchiesta da lui presieduta ha stabilito che l’esercito aveva sparato per primo e senza provocazione.

Nel rapporto si evidenzia come tutte le 14 vittime ed i numerosi feriti erano completamente disarmati ed innocenti.

I paracadutisti hanno inoltre continuato a sparare mentre i manifestanti fuggivano o giacevano feriti a terra. Un padre è stato colpito mentre andava a curare suo figlio ferito, ha rivelato l’imponente rapporto composto da oltre 5.000 pagine.

Durante l’inchiesta seguita al massacro, i soldati insistettero di aver solo reagito, cercando di insabbiare la verita. Il primo ministro britannico David Cameron ha definito il Rapporto Saville “scioccante”.

“Non abbiamo trovato casi in cui è apparso che i soldati erano o avrebbero potuto essere giustificati ad aprire il fuoco”, ha affermato il rapporto.

“Nonostante le prove contrarie fornite dai soldati, abbiamo concluso che nessuno di loro sparato in risposta ad attacchi effettivi o minacciati da qualcuno con bottiglie molotov o nail bomb. Nessuno ha gettato o minacciato di lanciare degli ordigni contro i soldati durante la Bloody Sunday”.

La Bloody Sunday è stata una delle peggiori atrocità del conflitto nordirlandese e ha contribuito a infiammare i 30 anni di violenza portata avanti dall’IRA.

I parenti delle vittime hanno portato avanti una campagna per la giustizia e la revisione delle inchieste iniziali sul massacro, da loro accusata di essere un’insabbiamento della verità.