Il giudice ha respinto la domanda della difesa di cancellare una prova fondamentale dell’accusa contro l’ex consigliere dello Sinn Fein

Brendan McConvilleIl giudice Girvan ha stabilito che la polizia ha infranto il codice di condotta sulle prove fornite dal “testimone M”, ma non avrebbe agito in cattiva fede e quindi la decisione di non tenere un confronto visivo non è stata irrazionale.

Il “testimone M” avrebbe visto il quarantenne ex consigliere Brendan McConville poco prima dell’omicidio dell’agente PSNI Stephen Carroll, avvenuto a Craigavon nel marzo 2009.

Un avvocato difensore ha spiegato che l’infrazione delle regole da parte della PSNI, che non organizzando un confronto diretto, è stata molto grave e contraria al caso di McCOnville e quindi la testimonianza dovrebbe essere esclusa dal procedimento.

Per contro, l’accusa ha detto al giudice Girvan che era sua discrezione ignorare l’argomentazione della difesa e stabilire l’ammissibilità della prova del “testimone M”.

IL giudice ha affermato che spiegherà meglio in seguito le proprie ragioni, concludendo che l’effetto contrario dell’infrazione della polizia non è stato tale da far escludere la testimonianza.

Comunque il giudice ha deciso che può decidere di valutare quale peso dare alla prova fornita dal “testimone M”.

L’udienza è stata nuovamente aggiornata per permettere agli avvocati di preparare altri argomenti processuali, questa volta per stabilire se il processo contro Brendan McCOnville e John Paul Wootton deve essere interrotto per mancanza di prove.