Il giovane, accusato della morte dell’agente di polizia Stephen Carroll, avrebbe cercato di ottenere informazioni su un altro agente da passare poi ai gruppi repubblicani

John Paul WoottonL’agente PSNI Stephen Carroll è stato ucciso a Craigavon ​​nel marzo 2009. Si tratta del primo agente di polizia ad essere ucciso dopo il cambio di nome della forza di sicurezza.

Due uomini – John Paul Wootton di 20 anni e Brendan McConville di 40 anni – negano le accuse di omicidio.

Wootton è anche accusato di aver tentato di raccogliere o registrare informazioni utili ai terroristi nei mesi antecedenti l’attacco.

Venerdì nel processo presso il tribunale di Belfast sono stati visti i filmati rilasciati da due testimoni, identificati solo come B ed E, in cui veniva sostenuto che Wootton aveva cercato di ottenere l’indirizzo di una ragazza il cui padre è un agente di polizia in servizio.

Entrambi i testimoni hanno detto che secondo loro a Wootton “era stato fatto il lavaggio del cervello”, e uno lo ha descritto come “un idiota”, che spesso finge di essere parte di qualcosa in cui non è invece coinvolto.

Nella prima delle interviste registrate dalla polizia, il testimone E ha riferito che Wootton gli aveva chiesto se stava uscendo con una ragazza il cui padre era un poliziotto.

Poi avrebbe chiesto il suo indirizzo, che E ha rifiutato di comunicare, dicendogli che l’uomo non meritava di essere fucilato in quanto poliziotto, ma Wootton avrebbe risposto: “Un poliziotto è un poliziotto”.

Il testimone E ha detto che per lui Wootton “cercava di rendersi importante… cercava di rappresentarsi come parte di qualcosa in cui non era coinvolto… diceva che gli avevano dato degli ordini e aveva alcune cose da fare”.

Ha aggiunto che, mentre Wootton implicitamente faceva capire di era tesserato per il Republican Sinn Féin, o per un gruppo (cosiddetto) dissidente, e spesso “gridava slogan” di questi gruppi, fino al suo arresto pensava solo che stesse cercando di mostrarsi importante.

Fino ad allora il testimone E riteneva Wootton “un idiota… pensavo gli avessero fatto il lavaggio del cervello”.

Anche il testimone B, nella sua intervista registrata, ha detto di aver pensato che a Wootton “fosse stato fatto il lavaggio del cervello”, e credeva fosse stato “costretto a farlo… ma non si rendeva conto che poteva fare marcia indietro”.

Anche lui ha sostenuto che Wootton gli aveva chiesto se conosceva l’indirizzo della ragazza, ma non lo conosceva.

Per il testimone B, Wootton “aveva abbandonato” il suo normale gruppo di amici e aveva iniziato a vendere i giornali per il Republican Sinn Féin, ma fino a quel momento “aveva sempre visto il quadro d’insieme”.

Secondo il testimone Wootton si “vergognava” e si era fatto coinvolgere solo dopo essere stato avvicinato “tante volte”, venendo poi “utilizzato come capro espiatorio per i loro scopi”.

Quando lunedì riprenderà il processo, saranno analizzate le prove dei residui di polvere da sparo.

Imputata nel processo in corso a Belfast anche Sharon Wootton, accusata di aver cercato di intralciare il corso della giustizia occultando il computer del figlio.