Belfast: Romanian - RomeniLe famiglie romene costrette ad abbandonare le proprie abitazioni di Belfast a causa degli attacchi razzisti vogliono tornare a casa, è stato affermato oggi.

Molti si stanno già preparando a lasciare l’Irlanda del Nord, ha riferito la parlamentare Anna Lo al raduno anti-razzista nel centro di Belfast.

Centinaia di persone si sono radunate all’esterno della City Hall per mostrare il loro disgusto per gli attacchi razzisti che hanno obbligato 115 rumeni, di cui 49 bambini, a rifugiarsi in una chiesa questa settimana. Sono stati temporaneamente trasferiti nelle stanze degli studenti lasciate vuote per le vacanze.

Anna Lo ha detto ai convenuti che le 22 famiglie, giunte lo scorso anno in Irlanda del Nord per cercare una vita migliore, sono troppo spaventati per restare.

“La maggioranza sta facendo i preparativi per ritornare in Romania. Credo sia un’immagine molto triste per il Nordirlanda il fatto che non riusciamo a proteggere la gente che viene qui in cerca di una vita migliore”, ha affermato la parlamentare.

“A molti di loro piace questo posto, gli piacciono le persone, amano i loro lavori ma ciò che è accaduto negli ultimi giorni li rende angosciati”.

La parlamentare dell’Alliance Party dice che le famiglie ricevono telefonate dai loro parenti a casa con la richiesta di ritornare.

“Con tristezza, penso molti di loro desiderino ritornare il prima possibile”.

Sindacati, chiese, partiti politici, Amnesty International e membri della comunità zingara si sono uniti nel sostegno ai rumeni.

Patricia McKeown, dell’Irish Congress of Trade Unions (Congresso irlandese dei sindacati), ha affermato: “Non possiamo accettare che questo accada a qualcuno nella nostra società, in particolare verso i più vulnerabili e verso coloro giunti qui perché fuggono alla repressione nel loro paese e lungo l’Europa”.

McKeown ha proseguito: “Nessun lavoratore immigrato ha causato la recessione economica, nessun lavoratore immigrato ha rubato il lavoro a un irlandese o ad un britannico”.

Barbara Muldoon dell’Anti-Racism Network dice che le aggressioni razziste si sono fermate e il messaggio da far giungere è che se chiunque dei rumeni vorrà rimanere la comunità dovrà restare spalla a spalla con loro e fare qualsiasi cosa in proprio potere per assicurare la fine degli attacchi.

“I vostri figli meritano di andare a letto e non aver paura che qualche teppista razzista possa prendere in mano un mattone e lanciarlo attraverso la finestra. Meritate di camminare per le strade di questa città senza che qualcuno gli sputi, meritate il rispetto che tutti meritiamo”.

Il suo secondo messaggio è diretto ai razzisti: “Non parlate per conto della gente di Belfast o del Nordirlanda, la vostra vergogna non è la nostra vergogna”.

Muldoon ha detto di rifiutare i titoli su Belfast che parlano di capitale mondiale dell’odio razziale e della gente che dovrebbe vergognarsi.

“Non ci vergogniamo, ma siamo assolutamente furiosi per le azioni contro i nostri vicini. Rifiutiamo qualsiasi concetto secondo cui i rumeni abitanti in questa comunità possano essere responsabili per la privazione sociale, responsabili per la mancanza di case pubbliche, responsabili per la mancanza di posti di lavoro”, ha proseguito.

“La responsabilità per tutto quello è da attribuire a Stormont e a Westminster”.

Due ragazzi di 15 e 16 anni arrestati ieri per la partecipazione alle aggressioni razziste restano in custodia, dice la polizia.