Bonfire a Belfast
Un uomo è stato cosparso di benzina e picchiato con martelli e mazze da baseball dopo essere stato attirato sul luogo in cui verrà acceso un bonfire a Belfast, è stato rammentato ieri presso l’Alta Corte.

Quindici persone lo hanno attaccato e hanno cercato di trascinarlo fuori dalla vettura che poi è stata incendiata.

La vittima, secondo quanto esposto dall’accusa, è riuscita a fuggire mentre la folla continuava a cercare di prenderlo.

I dettagli della brutale aggressione, avvenuta il 21 giugno, sono emersi durante l’udienza per il rilascio con la condizionale concessa ad uno degli assalitori.

Jake O’Reilly, ventitreenne di Belfast, respinge le accuse di aver provocato lesioni personali gravi e di aver minacciato di bruciare la vittima.

Kate McKay, avvocato dell’accusa, ha detto che la vittima aveva cercato l’incontro con O’Reilly per ottenere indietro i soldi che gli aveva prestato.

Gli venne detto di andare nella zona del bonarie in Milltown Road a Belvoir, dove – è stato riferito in aula – un’ulteriore telefonata lo ha attirato in una vicina strada senza uscita.

Circa 15 uomini quindi sono emersi da un bosco e sono corsi verso di lui impugnando delle armi.

Hanno infranto i vetri della sua vettura di cortesia e hanno cercato di tirarlo fuori dall’auto, prosegue la McKay.

Gli assalitori hanno versato benzina sulla macchina e sull’uomo, gridandogli: “Ti bruceremo nella macchina”.

La McKay ha aggiunto: “Correva lungo Milltown Road, inseguito e colpito alla testa, schiena e spalle con martelli e mazze da baseball”.

Il referto medico parla di molteplici contusioni e lacerazioni inflitte alla parte superiore del corpo.

Ha avuto problemi con la vista, una sospetta frattura dello zigomo e una ferita alla testa che ha richiesto l’applicazione di due punti di sutura.

L’auto era stata data alle fiamme e lasciata completamente distrutta.

Secondo quanto riferito dalla McKay la polizia rimane incerta sul movente dell’aggressione che, spiega l’avvocato dell’accusa, poteva avere conseguenze peggiori.

“(La vittima) era cosparso di benzina. Se ci fosse stata una scintilla vagante si sarebbe potuto incendiare e adesso parleremmo di conseguenze più serie”, ha affermato.

O’Reilly ha fornito un alibi avallato da alcuni testimoni per sostenere la sua estraneità ai fatti.

Il suo avvocato ha sostenuto che si è trattato di uno scambio di identità, con il suo cliente che nega di dovere soldi al ferito.

“Il richiedente (del rilascio con la condizionale, Ndt) è stupito di essere stato accusato di accuse così gravi”, ha detto.

Il rilascio è stato concesso sulla base del fatto che la polizia e l’accusa non si sono opposti al rilascio di O’Reilly a patto che risieda lontano dalla vittima.

Il giudice Treacy gli ha vietato qualsiasi contatto, imposto il coprifuoco e il monitoraggio elettronico.

Ha avvertito l’imputato: “Se ci fosse qualche contatto negativo da parte di chiunque con la parte lesa potranno esserci implicazioni per il richiedente del rilascio con la condizionale”.