Al prominente repubblicano, accusato di incoraggiare il terrorismo, non è più vietato pronunciare discordi pubblici

La proibizione imposta a Damien Dee Fennell è stata allentata dall’Alta Corte per permettergli di parlare agli eventi della comunità.

Ma un giudice ha sottolineato che il trentatreenne non può partecipare a incontri in cui si incoraggia il terrorismo o gli interessi di un gruppo paramilitare.

Dee Fennell, di Ardoyne a North Belfast, è anche accusato di aver invitato il supporto per un’organizzazione proscritta.

Le accuse si riferiscono a un discorso tenuto nel corso di un evento di commemorazione della Rivolta di Pasqua 1916 al cimitero di S. Colman a Lurgan, Co Armagh, nel 2015.

Il suo intervento è stato registrato e trasmesso su Internet, per poi essere rimosso dopo che alcuni lanci di agenzia parlavano di un’indagine in corso da parte della polizia.

Nel corso di una precedente udienza l’accusa ha detto che gli agenti della PSNI hanno perquisito la casa di Dee Fennell scorso aprile e recuperato una pagina scritta a mano del discorso nascosta dietro al forno a microonde.

L’imputato ha negato di aver incoraggiato in alcun modo il terrorismo.

In una dichiarazione preparata e letta durante gli interrogatori della polizia ha descritto i commenti sulla lotta armata e sull’esistenza dell’Irish Republican Army come una sua opinione personale.

A Dee Fennell, un portavoce del Greater Ardoyne Residents Collective, l’organizzazione dei residenti che si oppone alle parate dell’Orange Order attraverso il quartiere di Ardoyne, venne detto di preparare un discorso all’evento organizzato dall’Irish Republican Prisoners Welfare Association.

Durante il discorso ha detto che un “micro-ministro britannico” sarebbe poi comparso presso lo stesso cimitero per un’altra commemorazione.

La Procura ritiene il riferimento destinato ad uno dei ministri dello Sinn Féin in carica nell’Esecutivo di Stormont.

Fennell è in libertà con la condizionale da giugno scorso e non doveva seguire il divieto generale di fare discorsi in pubblico.

Il suo avvocato ha chiesto oggi di modificare questa condizione di rilascio perché sproporzionata.

Peter Corrigan ha anche sostenuto che doveva essere considerato il ​​diritto alla libertà di espressione degli imputati, ai sensi della Convenzione europea dei diritti dell’uomo.

Accogliendo la richiesta, il giudice Lynch ha sottolineato che Dee Fennell potrà parlare esclusivamente nel corso di riunioni per promuovere gli interessi della comunità. L’iter legale, nel frattempo, segue il suo corso.

All’imputato rimane vietato pubblicare qualsiasi materiale sui social media o on-line.