Denis BradleyUno degli estensori della proposta del controverso Eames-Bradley Report, per il pagamento di 12.000 sterline per ogni morto nei Troubles nordirlandesi ha detto che lotterà fino a quando i risarcimenti saranno eseguiti.

Denis Bradley, copresidente con Lord Eames del Consultative Group on the Past che ha avanzato le proposte, è ancora dietro all’idea nonostante l’ex Primate della Chiesa d’Irlanda abbia ammesso che la proposta di pagamante potrebbe essere stata un errore.

Il Segretario di Stato Shaun Woodward ha escluso un risarcimento per ogni vita persa – sia di un civile innocente, soldato, poliziotto o terrorista – affermando che il tempo non è maturo per un simile pagamento.

Ma Bradley, ex vice direttore del Policing Board, ha affermato: “Lotterò con tutta la forza per far riconoscere il pagamento. Raccomandiamo il risarcimento non perché ci è saltato in mente un giorno ma perché lo chiedono alcuni dei parenti.

“E’ la voce dei senza voce ed io continuerò a parlare per loro conto”.

Ha ammesso che un pagamento sarebbe un “volgare strumento” ma ha ricordato che 30 o 40 anni di violenza sono stati ach’essi volgari.

“Questo è una specie di riconoscimento e chi non vuole riceverlo, basta che lo rifiuti, nessuno lo obbliga ad accettare”.

E Bradley ha affermato, durante l’incontro pubblico sul Rapporto Eames-Bradley svoltosi al St Mary’s University College di Falls Road in occasione del West Belfast Festival, che ci sono molte ragioni per le quali il risarcimento andrebbe eseguito.

“Lo raccomandiamo perché pensiamo che sia la cosa giusta da fare. Lo raccomandiamo perché lo ha fatto anche il governo irlandese, risarcendo le 333 persone uccise.

“Se il conflitto fosse inerente alla disputa su irlandesità e britannicità e gli irlandesi lo avessere già fatto (di risarcire le vittime, Ndt), ci sembrerebbe un’ingiustizia se non accadesse lo stesso alle persone che vivono nelle Sei Contee”, ha affermato.

E’ stato consigliato perché la compensazione economica è stata “terribilmente gestita male”.

I partiti politici sono attualmente presi da un processo consultivo sul rapporto realizzato da Woodward e Bradley chiede alla gente di fare in modo che i partiti conoscano la loro opinione prima della chiusura di ottobre.

I politici che si sono espressi hanno affermato che bisogna andare cauti con i bisogni delle vittime, perché le vittime non sono un gruppo omogeneo.

Qualcuno cerca una cosa, altri guardano a qualcos’altro.

“Alcuni cercano giustizia e vogliono vedere qualcuno in tribunale. Altri non vogliono giustizia, tutto ciò che vogliono è la verità – cosa è successo e perché” ha detto Bradley. “C’è gente che non vuole né giustizia e neppure verità ma vuole solo essere lasciato in pace”.

Le vittime non sono una singola persona, intere comunità sono divenute vittime e l’intera società ha un’eredità con cui fare i conti, ha concluso Bradley.