Dieci persone sono state arrestate lo scorso mese, portando il numero complessivo dei fermati a 239, conferma la polizia

Disputa sulle bandiere - Flag disputeLa PSNI afferma che 239 persone sono state fermate dallo scorso dicembre, quando iniziò la disputa sull’esposizione della Union Jack dalla City Hall di Belfast.

Dei fermati, 182 sono stati accusati di reati di ordine pubblico, come assemblea riottosa, danneggiamento criminale, rissa e aggressione alla polizia.

Altre 86 persone hanno avuto il proprio fascicolo consegnato al Public Prosecution Service – compresi alcuni che non sono stati arrestati.

Il Soprintendente Sean Wright, alla guida dell’indagine conosciuta come Operazione Dulcet, afferma che i suoi ufficiali hanno ricevuto un forte sostegno dalla popolazione.

“È fondamentale inviare un messaggio a chi partecipa alle parate non notificate e alle proteste: tali comportamenti non saranno tollerati. Chi infrange la legge deve affrontare le conseguenze delle proprie azioni. Saranno trattati adeguatamente e proporzionalmente attraverso il sistema giudiziario” afferma Wright.

Recentemente il numero di manifestazioni è sensibilmente calato.

I lealisti hanno continuato con il picchetto settimanale del sabato davanti alla City Hall, ma quasi tutte le manifestazioni sono avvenute senza incidenti.

All’apice della crisi i manifestanti si sono scontrati con la polizia a Belfast, Carrickfergus e a Newtownabbey. Più di 100 agenti di polizia sono rimasti feriti nei disordini.

Minacce di morte sono state inviate ad alcuni politici, tra cui la parlamentare di East Belfast Naomi Long. Gli uffici elettorali dell’Alliance Party sono stati attaccati.

Altri politici del partito guidato da David Ford hanno subito attacchi alla propria abitazione, oltre che agli uffici del partito, in alcuni casi vandalizzati o incendiati.

A marzo il comandante della polizia nordirlandese Matt Baggott ha rivelato che i costi per la gestione della sicurezza durante le proteste legate alle bandiere hanno superato i 23 milioni di euro.

Willie Frazer e Jamie Bryson, figure di primo piano della protesta, sono stati accusati di reati legati alle proteste. Entrambi sono stati rilasciati con stringenti condizioni che impediranno ai due lealisti di partecipare a qualsiasi nuova protesta.