Bernadette Devlin-McAliskeyIl documentario sul viaggio politico ed i contributi di Bernadette McAliskey è appena stato presentato al pubblico.

La prima di Bernadette: Notes on a Political Journey (Bernadette: Note di un viaggio politico) è stata vista al Galway Film Fleadh, dove ha vinto il premio come miglior documentario.

Il documentario, diretto da Lelia Doolan, combina riprese di archivio della giovane e focosa McAliskey con le interviste realizzate negli ultimi anni. La produzione del film è durata nove anni.

C’è sicuramente abbastanza materiale per meritare un lungo documentario.

La donna di Coalisland ha guadagnato importanza a Derry durante la Battaglia del Bogside dell’agosto 1969. La giovane donna ricevette una condanna a nove mesi di carcere per incitamento ai disordini, trascorrendone quattro dietro alle sbarre.

Tra i fondatori di People’s Democracy, la Devlin-McAliskey – come è conosciuta adesso – venne eletta parlamentare a soli 21 anni. E’ ancora la donna più giovane ad aver conquistato un seggio alla Casa dei Comuni.

Viene ricordata per aver attraversato tutta la Casa per colpire Reginald Malding, dopo che il politico aveva affermato che i paracadutisti avevano aperto il fuoco durante la Bloody Sunday “per atodifesa”.

Bernadette perse il seggio nel 1974, nello stesso anno in cui ha contribuito a fondare l’Irish Republican Socialist Party, da cui si dimise l’anno seguente.

Questo non l’ha tolta dalla vita pubblica o dall’essere bersaglio dei paramilitari. Nel 1981 Bernadette e suo marito Michael furono colpiti dai lealisti – lei da otto proiettili, lui da nove. Riuscirono entrambi a cavarsela.

Bernadette McAliskey è ancora molto attiva nella vita pubblica. Recentemente ha guidato un incontro a Derry sulla situazione dei prigionieri repubblicani a Maghaberry ed è fondatrice del South Tyrone Empowerment Programme (STEP).

Bernadette illustra tutti questi argomenti ed il suo atteggiamento nello sviluppo del processo di pace nel documentario “Note di un viaggio politico”.

La regista Lelia Dooland riassume gli 87 minuti del documentario affermando che “dare ai giovani, ma anche ai più anziani, in un periodo di politica distaccata, una possibilità di vedere che ci sono modi di pensare aperti a loro che possono permettergli di esercitare la propria libertà di cittadini e di incoraggiarli”.