di Stephen Dempster, dal News Letter, 1 giugno 2006

Martin McGuinness ha definito priva di fondamento l’accusa di essere una spia britannica. Il colonnist Stephen Dempster ha intervistato Martin Ingram, l’uomo che ha rivelato che Fred Scappaticci era Stakeknife e che adesso incolpa McGuinness, deputato e capo negoziatore dello Sinn Fein, di essere un doppiogiochista.
L’ex ufficiale dei servizi Britannici Martin Ingram ha dichiarato: “Ho il fiato sul collo di McGuinness e lo incastrerò, esattamente come ho fatto con Scappaticci”.
L’uomo che questa settimana ha sorpreso tutti rivelando che il deputato dello Sinn Fein è in realtà un agente dei servizi segreti britannici ha ribadito la sua posizione al News Letter, insistendo che non lascerà cadere le accuse e che, anzi, s’impegnerà a dimostrarne l’autenticità.
“Questa è una maratona, non uno sprint” ha detto. “Sono stato screditato e diffamato per la storia di Scappaticci e ci vollero 18 mesi prima che ammettesse pubblicamente di essere un agente e che scappasse in Italia. Oggi c’è forse in giro qualcuno disposto a mettere in discussione che Scappaticci era Stakeknife? Non ho alcun interesse a mentire o ad alzare polveroni per il puro gusto di farlo. Non è questo il mio obiettivo. Sono fermamente convinto che McGuinness sia un agente. E che appartenga ad una specie “protetta”.

Martin McGuinness

Martin McGuinness

Dal canto suo, McGuinness ha definito le insinuazioni che lo definiscono al soldo del MI6 come “un mucchio di fesserie, un’assurdità, spazzatura”. Ed ha reagito puntando il dito contro il DUP e lo Special Branch, il cui scopo sarebbe quello di screditarlo come individuo e di destabilizzare il processo di pace e il movimento repubblicano – secondo la tecnica già collaudata di sollevare scandali in momenti cruciali del dibattito politico.
Molte persone non riescono a credere che un uomo impegnato in prima linea da 35 anni nel movimento repubblicano possa essere un agente britannico. Anche alcuni degli organi d’informazione hanno liquidato le accuse di Ingram e rilevato che le prove pubblicate dal Sunday World a sostegno delle sue dichiarazioni risultano piuttosto “deboli”.
Si tratta della presunta trascrizione di una conversazione telefonica tra un handler dell’agenzia MI6 e un informatore il cui nome in codice è J118, la cui identità è stata rivelata ad Ingram da un altro agente dello Special branch e che corrisponderebbe a quella di McGuinness. Considerata l’attendibilità di Ingram e i comprovati successi da lui ottenuti nello svelare spie e misfatti appartenenti all’oscuro mondo dei servizi segreti – in particolar modo in relazione ai casi Scappaticci e Pat Finucane – il Sunday World ha dato credito alla propria fonte e ha deciso di pubblicare il pezzo.
Il News Letter ha rintracciato Ingram e gli ha domandato se è in grado di provare le sue accuse, questo dopo che McGuinness si è definito “sicuro al milione per cento” che non ci sia alcuna evidenza con cui confermarle.
“Sono d’accordo con lui” ha risposto Ingram – “non sono in possesso di documenti o di registrazioni in grado di dimostrare inequivocabilmente che sia stato un agente britannico. Ma del resto nemmeno con Freddie Scappaticci ho potuto fare qualcosa del genere per convincere tutti che stavo dicendo il vero. Si è trattato solo di aspettare che le mie dichiarazioni facessero presa e che la verità venisse fuori da sola. Sarebbe opportuno che la gente iniziasse a considerare che McGuinness ha un passato di bugiardo durante tutti i Troubles, mentre per quanto mi riguarda è stato accertato che ho sempre detto le cose come stavano”.
Discutendo a proposito della trascrizione della conversazione dell’MI6 e della controprova che sostiene di aver ricevuto da un agente dello Special Branch, Ingram ha commentato: “Si tratta di un agente ancora in servizio, giunto ormai sulla soglia della pensione e frustrato per come vanno le cose. Non ho il minimo dubbio che stesse dicendo la verità quando mi ha rivelato che J118 è McGuinness. Da due anni sono in possesso di questo documento, non è certamente una cosa saltata fuori all’ultimo minuto. In verità volevo raccogliere dell’altro materiale prima di renderlo pubblico, ma purtroppo le cose non sono andate secondo i miei piani.
“Se ho qualche dubbio che la trascrizione riguardi veramente McGuinness? Credo che quello che conti in questa circostanza non sia ciò che penso io ma ciò a cui vuole credere il movimento repubblicano. Solo loro possono rispondere a questa domanda.”
È stato reso noto che lunedì mattina McGuinness si è incontrato con il responsabile dell’intelligence dell’IRA Bobbey Storey e con il rappresentante dello Sinn Fein Declan Kearney per un interrogatorio presso la Connolly House di Andersonstown. Sembra che Ingram abbia ricevuto conferma del fatto che i repubblicani sono piuttosto sospettosi sull’argomento. Lascia poi intendere che ci sia dell’altro pronto a venir fuori riguardo McGuinness e assicura che s’impegnerà ad analizzare una serie d’incidenti che hanno caratterizzato la carriera politica e paramilitare dell’uomo dello Sinn Fein.
“Mi occuperò di tutti questi punti, mi occorre solo del tempo” ha dichiarato Ingram, che ha svolto servizio come handler del FRU (Force Research Unit) a Londonderry negli anni ’80 e che, pertanto, conosce nei dettagli sia Martin McGuinness che le sue attività. Ma osserviamo McGuiness e mettiamo insieme quanto finora sappiamo sul suo conto. Ha vissuto a Derry sin dall’inizio dei Troubles. Come da lui stesso riconosciuto, è stato il comandante della brigata dell’IRA di Derry. “Mai internato. Mai incriminato d’alcun atto terroristico in Nord Irlanda. Mai attaccato dai lealisti. Eppure possiedo dichiarazioni di lealisti che affermano che ogni volta che progettavano di ammazzarlo i loro piani venivano irrimediabilmente mandati all’aria da un’improvvisa e inaspettata presenza militare. Quindi ci sono i due provisionals di spicco Raymond Gilmour e Bobby Quigley, che hanno allontanato da Derry 50 persone e che erano pronti a testimoniare contro McGuinness e contro il suo ruolo operativo a Derry e in Irlanda, mentre la polizia si dimostrava incapace di incriminarlo con una sola accusa.
“Andando avanti, il rapporto Cook, negli anni ’90, gli muoveva una serie d’imputazioni che portò all’avvio dell’operazione Taurus, un’investigazione della polizia nei confronti di McGuinness. Le prove raccolte per incriminarlo furono fatte cadere perché forse non era nel pubblico interesse incarcerarlo? E allora quale era il pubblico interesse?” McGuinness è sospettato di aver svolto un ruolo fondamentale nell’omicidio dell’informatore dell’IRA Frank Hegarty. Dal canto suo, McGuinness ha sempre rifiutato qualsiasi responsabilità mentre Scappaticci ha negato di essere stato l’esecutore materiale dell’assassinio.
Ma Ingram era l’handler di Hegarty a Londonderry, il che porterebbe gli scettici a pensare che alla base della denuncia contro McGuinness ci sia una motivazione di pura vendetta personale. “Allora, desidero essere estremamente chiaro su questo punto. Si tratta di una questione tremendamente seria e che costò la vita di uno dei miei agenti,”risponde Ingram “e, per quanto mi riguarda, sono veramente l’ultimo ad affrontare questo tipo di questioni con leggerezza. Sto facendo questo per rispetto della verità e della giustizia. Non è assolutamente una questione di soldi e non ho mai visto, né mi è mai stato offerto, un solo penny per la storia pubblicata dal Sunday World. Né ci sono accordi per un libro.
L’unica mia motivazione è rendere nota la verità su quanto è successo – sebbene abbia promesso a Ryan Hegarty (il figlio di Frank Hegarty) che avrei portato McGuinness e Scappaticci davanti alla giustizia per il ruolo che avevano svolto nell’omicidio del padre.
“Ma non ho mai pensato al loro assassinio, ho solo dato la mia parola perché sia fatta giustizia. Ho incastrato Freddie. Oggi è un uomo in fuga e lo inseguo attraverso i tribunali per falsa testimonianza. Adesso mi sono dedicato a McGuinness e incastrerò anche lui, esattamente com’è successo per il suo predecessore”.

Traduzione di FF