Collusion is not an illusion. It's a State murderGary Haggarty, 37 anni, è comparso in tribunale ieri (il 26 agosto, Ndt) accusato dell’omicidio di John Harbinson, avvenuto nel maggio 1997.

Harbinson morì dopo essere stato ammanettato ad una ringhiera nel quartiere di Mount Vernon, a North Belfast, e quindi picchiato a morte da una banda di lealisti della UVF.

Si è appreso che Haggarty è stato arrestato martedì, dopo essere stato convocato in una stazione della polizia.

C’era una grande presenza di polizia in tribunale ma non c’era nessun lealista presente a sostenere l’ex brigadiere della Ulster Volunteeer Force mentre compariva sul banco degli imputati.

L’importante lealista ha rifiutato l’assistenza legale nonostante fosse stato avvisato dal giudice Fiona Bagnall di dover affrontare un’accusa di omicidio. Quindi il giudice lo ha “severamente avvertito” di trovarsi un avvocato.

“Sono abbastanza felice”, ha detto l’uomo.

Haggarty non ha chiesto il rilascio su cauzione ed è stato rimandato in custodia.

Haggarty è il più importante lealista chiamato in ala in collegamento con l’indagine svolta dall’Historical Enquiries Team (HET) sulla UVF di Mount Vernon.

Lo scorso mese il leader della UVF di Mount Vernon, Mark Haddock, è comparso in tribunale, anch’egli con l’accusa di aver assassinato Harbinson.

Durante quell’udienza un detective della PSNI ammise che nessuna prova scientifica sarebbe stata usata in questo caso.

Haddock ed altri 11 membri della UVF di Mount Vernon sono già stati accusati per la morte del leader UDA Tommy English, assassinato nel 2000, in base alle prove fornite da due fratelli di Newtownabbey dovenuti informatori (in inglese, Supergrass) contro il loro ex colleghi.

Robert John Stewart, 35 anni di Carntall Rise, e David Stewart, 39 anni di Ballyearl Rise, dovevano fronteggiare una richiesta di ergastolo per la collaborazione fornita nell’omicidio di English.

Comunque, passeranno poco tempo dietro alle sbarre in cambio della testimonianza contro na dozzina di membri della UVF di Mount Vernon.

Adesso importanti membri della UVF hanno ammesso di essere preoccupati che anche Haggarty possa diventare un informatore.

A gennaio 2007 un rapporto della (adesso ex) Police Ombudsman Nuala O’Loan rivelò che Mark Haddock e altri importanti membri della UVF di North Belfast erano protetti dalle accuse in oltre una dozzina di casi perché lavoravano come agenti dello Special Branch.

Il rapporto della O’Loan illustrava le prove che Haddock e un altro informatore furono protetti dallo Special Branch nonostante il coinvolgimento nella morte del cattolico Sea McParland, nel 1994, e nell’omicidio Harbinson.

A pochi giorni dall’omicidio di McParland, Haddock ammise alla polizia di essere coinvolto nella morte dell’uomo, mentre Haggarty venne indicato come l’esecutore.

Entrambi gli uomini furono arrestati ma rilasciati in seguito senza alcuna accusa.

La O’Loan avrebbe rivelato che la RUC non arrestò altri tre membri della banda di assassini “per la mancanza di alloggi e di manodopera”.

L’Ombudsman concluse che la decisione dello Special Branch di continuare a tenere Haddock e Haggarty come informatori nonostante le soverchianti prove del loro coinvolgimento in molteplici omicidi fu “indicazione della collusione”.

Mark HaddockPoco dopo l’omicidio Haddock divenne comandante della UVF di Mount Vernon, mentre Haggarty divenne il brigadiere di North Belfast.

In seguito l’Ombudsman rivelò che i due uomini erano informatori della polizia.

Ancora espresse preoccupazione sul continuo utilizzo dei due uomini come informatori da parte dello Special Branch, nonostante “molte informazioni che li vedono protagonisti di ferimenti punitivi, pestaggi e omicidi negli anni precedenti”.

La O’Loan trovò un certo numero di errori nelle indagini della polizia sulla morte del tassista Harbinson.

Gli investigatori della RUC mancarono di richiedere un’analisi scientifica del rotolo di nastro adesivo recuperato sulla scena dell’omicidio.

Un guanto e due spranghe di metallo usate nell’attacco furono smarrite mentre erano in custodia della polizia, mentre tutti i vestiti di Harbinson e le manette usate dalla banda per legarlo alla ringhiera furono distrutte dalla polizia dopo poche settimane perché ritenuta “un pericolo per la salute”.

Per contro, gli abiti dei sospetti assassini furono restituiti in poche settimane.

La O’Loan ha scoperto che sia il CID (Criminal Investigation Department – Dipartimento di Investigazione sul Crimine) che lo Special Branch, disponevano del nome degli assassini a poche ore dall’attacco.

Un agente di polizia telefonò ad Haddock la mattina seguente all’attacco ma gli fu risposto che si trovava a letto ubriaco. Non venne arrestato per sette giorni.

Lo Special Branch era stato informato che i principali sospettati dell’omicidio si nascondevano in una casa a Ballyhalbert, Contea di Down, ma non fece nulla per arrestarli.

La O’Loan proseguì indicando che prove scientifiche potenzialmente fondamentali furono perse per il mancato arresto dei sospettati, nonostante lo Special Branche sapesse dove si nascondevano.

Emerse in seguito che i due principali sospettati non furono mai arrestati.

La Police Ombudsman concluse che lo Special Branch continuò ad utilizzare i due informatori nonostante le prove del loro coinvolgimento nell’assassinio fossero “indicative della collusione”.

“Lo Special Branch collaborava con gli assassini di Harbinson, nascondendo le informazioni ricevute dopo l’omicidio e continuando ad usare i due informatori dopo l’assassinio”, disse la O’Loan.

“A causa delle gravi falle nell’indagine originaria e la distruzione e perdita di prove, ci sono poche possibilità di successo per una nuova indagine, a meno che vengano pienamente utilizzate tutte le prove dei potenziali testimoni”.

Ieri sera una portavoce del Prison Service non era in grado di dire se adesso Haggarty verrà tenuto in custodia protettiva di fianco a Mark Haddock.