easter_rising_19161E’ l’Easter Rising 1916 (Rivolta di Pasqua), ma non come la conosciamo noi.

Con Guy Pearce nei panni di James Connolly e Ian Hart in quelli di Thomas Clarke, Hollywood si prepara a portare Padraig Pearse ed i suoi compagni rivoluzionari sul grande schermo.

Ma non tutti sono felici della prospettiva, con un importante storico, il professore di Politica della Queens University, Paul Bew, il quale avverte che il trattamento hollywoodiano del 1916 potrebbe essere sfruttato dai dissidenti repubblicani per opporsi al processo di pace.

Esprimendo la sua paura che il film possa essere troppo semplicistico nella descrizione degli eventi, il professor Bew ha detto: “Spero questo film non faccia risorgere il solito vecchio cliché secondo cui gli inglesi sono colpevoli per quanto fatto agli irlandesi. Le circostanze che avvolgono la Pasqua 1916 sono molto più complicate di quelle”.

Ma Nicola Charles, produttrice di Easter Sixteen, film da 25 miliioni di dollari di budget, ha difeso la sceneggiatura scritta da Brendan Foley, negando che la violenza sia mostrata in maniera romantica.

“E’ un film che doveva essere fatto e Foley ha impiegato 14 anni lavorando sulla trama. Il film è davvero il prequel di Michael Collins. La nostra scena finale è la loro scena di apertura.

“E’ una storia di interesse umano ed in nessun modo glorifica la violenza. Non parla di violenza e rivoluzione ma di speranza ed eroismo”, ha detto la produttrice.

Commentando la raffigurazione degli uomini dietro all’Easter Rising 1916, ha detto che non erano ribelli, “ma gente ordinaria che non voleva lottare per il Re o per l’Imperatore”.

Ha ammesso che “i puristi europei degli avvenimenti” scarteranno completamente il film, ma difende la pellicola sulla base che si tratta di una semplice drammatizzazione di eventi storici.

Il professor Bew ha rifiutato l’interpretazione della Charles riguardo alla Rivolta, descrivendo le parole secondo cui Pearse ed suoi uomini non volevano lottare per il Re o l’Imperatore come inaccurata.

Richiamando la lettura della Proclamazione di Indipendenza sugli scalini del General Post Office di Dublino nella quale si riferisce ai “coraggiosi alleati” dell’Irlanda, Bew ha detto: “Da dove pensa che arrivino i coraggiosi alleati di cui si fa menzione nella Proclamazione? Non sono i tedeschi? Non possono essere altri che loro. C’era un’alleanza in crescita con la Germania. Che faceva parte dei pensieri dei ribelli”.

Bew ha sollevato il timore che gli attuali dissidenti possano prendere esempio dai personaggi del film. “Loro – i moderni dissidenti – possono certamente dire: ‘Bene, noi possiamo essere i cosiddetti micro gruppi ma abbiamo legittimità storica come salvatori della nazione’. Si spera che tale ironia della nostra storia non sia persa, ma è quello che mi chiedo”.