Free Marian Price, Derry 22 aprile 2012Marian Price è detenuta in carcere da quasi un anno, costantemente in isolamento, prima nella prigione maschile di massima sicurezza di Maghaberry e da poco tempo nel carcere femminile di Hydebank Wood. Ma, essendo rinchiusa da sola nella zona ospedaliera della prigione, permane costante l’isolamento dalle altre donne. Per lei solo il conforto di alcune visite familiari e quelle con i legali.

Lo scorso anno il Segretario di Stato per l’Irlanda del Nord, Owen Paterson, decise di revocare la licenza di rilascio di Marian Price, sebbene la repubblicana avesse ricevuto una piena grazia reale per le terribili condizioni di salute dovute alla sua incarcerazione negli anni Ottanta, quando fu protagonista, insieme alla sorella Dolours, di uno sciopero della fame durato oltre 200 giorni durante i quali entrambe le repubblicane vennero nutrite tramite alimentazione forzata.

Ma il documento originale che prova la concessione della grazia da parte dell’allora Segretario di Stato, Sir Humprey Atkins, sarebbe stato distrutto. Quindi l’unico documento che potrebbe mettere ordine in questa vicenda, e che doveva essere custodito dal governo inglese, non si trova più, e Marian Price si trova in isolamento per volontà dell’attuale Segretario da quasi un anno, con gravi ripercussioni sulla sua salute.

A Derry domenica 22 aprile una grande folla ha percorso la strada che divide il Free Derry Corner da Guildhall Square, dove hanno preso la parola alcuni importanti attivisti che chiedono la liberazione di Marian Price.

Tra loro anche Gerry McGlinchey, il marito di Marian Price, che ha nuovamente chiesto al Segretario di Stato il rilascio di Marian, ricordando che il politico britanico “non ha mai spiegato quale minaccia riveste e si è rifiutato di dire quali prove ha in suo possesso”.

Anche per Gerry, Marian “viene tenuta in ostaggio, torturata mentalmente e non le vengono fornite adeguate cure mediche”. Preoccupato più degli altri per la salute di Marian, McGlinchey afferma che la donna deve essere liberata “prima che loro (gli inglesi) distruggano le sue abilità di essere umano”.

Un accorato appello, cui hanno fatto eco le parole di monsignor Raymond Murray, di Kate Nash e del parlamentare Pat Ramsey, tutti schierati in prima linea per gridare “Free Marian Price”.