La famiglia Duffy ha portato la propria campagna nel bastione britannico nelle Sei Contee. Stormont è stato il palcoscenico per l’ultima protesta. Circa 60 persone hanno preso parte alla protesta per evidenziare la triste condizione dei prigionieri repubblicani nella prigione di Maghaberry. La protesta è stata organizzata dalla famiglia di Colin Duffy in seguito alla brutale aggressione subita da Colin ad inizio settimana. L’attacco contro Colin segue l’aggressione contro un altro prigioniero repubblicano, Dáire McKenna, avvenuto due settimane fa. Anche la famiglia di Dáire era presenta alla protesta.
La determinazione dei dimostranti è ben sintetizzata dalla zia di Colin, 84 anni, che ha percorso il miglio fino alla cima della collina di Stormont. Quando è arrivata in cima alla collina, un parente gli ha chiesto come si sentisse. Le ha risposto: “Bene, è una lunga camminata per me ma la cosa principale è che l’ho fatta e sono qui per Colin. Che è la cosa importante, giusto?”
Dopo un breve discorso sugli scalini di Stormont i dimostranti ha cercato di guadagnare l’ingresso principale dell’edificio ma sono stati bloccati preventivamente dalla sicurezza di Stormont e dalla RUC/PSNI. I convenuti hanno quindi cercato di passare da un’altra entrata. Ma ancora una volta sono stati fermati. C’è stato un breve momento di stallo, mentre la famiglia ha chiesto di poter parlare con qualcuno dell’ufficio del Primo e Vice Primo Ministro.
Gli è stato risposto che non c’era nessuno in ufficio disponibile per un incontro con la famiglia.
Era nelle intenzioni della famiglia Duffy di illustrare la loro preoccupazione riguardante l’aggressione subita dal loro familiare e per il trattamento degradante tenuto nei confronti di tutti i prigionieri repubblicani, incluse le strip search (degradanti perquisizioni), la chiusura in cella per 23 ore e il movimento controllato.
La protesta si è conclusa dopo che alla famiglia è stato riferito che le loro preoccupazioni sarebbero state registrate e inviate all’ufficio del Primo e Vice Primo Ministro. La famiglia Duffy attende la loro risposta.
Comunque la difficile esperienza dei dimostranti non è finita lì.
Mentre tornavano alle proprie abitazioni, sono stati fermati, perquisiti e molestati dalla RUC/PSNI.
In un’occasione cinque autovetture cariche di dimostranti sono state fermate mentre attraversavano una zona a maggioranza lealista, quindi gli occupanti sono stati fatti scendere dalle auto.
Donne e bambini così come uomini adulti sono stati interrogati e maltrattati nella strada trafficata. Tutto questo è avvenuto davanti agli sguardi dei lealisti.
Parlando di ciò che è successo durante il rientro a casa, un amico di Colin ha detto: “E’ chiaro che quelli all’interno dell’establishment britannico non solo vogliono continuare la loro persecuzione nei confronti di Colin ma stanno spostando la loro attenzione anche alla famiglia ed agli amici di Colin. Questa intimidazione non fermerà la campagna per la ricerca di giustizia per Colin. Serve solo a rinforzare la nostra risolutezza nel proseguirla”.
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