Oglaigh na hEireann | OnH
Il trentacinquenne ferito im un attacco in stile paramilitare ha perso la gamba, amputata dai medici che lo stanno curando.

L’uomo era stato colpito mentre attraversava il quartiere di Twinbrook, nella zona di West Belfast, lo scorso mercoledì 11 aprile.

Gli hanno sparato a bruciapelo con un fucile, provocando ferite catastrofiche.

I chirurghi non sono stati in grado di salvargli la gamba per i gravi danni alle ossa ed ai muscoli.

Utilizzando una parola in codice riconosciuta, l’organizzazione repubblicana Oglaigh na hEireann ha rivendicato la responsabilità per l’attacco di Glasvey Rise.

Il gruppo ha compiuto la maggior parte delle punizioni in stile paramilitare negli ultimi tre anni a Belfast, inclusi gli attacchi più brutali.

I fucili vengono usati sempre più spesso in questo tipo di spedizioni punitive.

A gennaio l’Irish News ha rivelato che in quasi la metà delle punizioni con arma da fuoco eseguite dai repubblicani è stato utilizzato un fucile contro la vittima.

Lo specialista Harry Lewis, dell’Ulster Hospital di Dundonald, Contea di Down, afferma: “Un fucile è un’arma sporca e causa ferite molto più gravi rispetto ad un proiettile a bassa velocità.

“Se spara da distanza ravvicinata contro un arto inferiore, può esserci un vasto danneggiamento nervoso e, a quel punto, con una ferita simile, puoi solo aspettarti un’amputazione”.

Molti uomini hanno perso una gamba per le punizioni in stile paramilitare. Nel maggio 1998 ad Andrew Peden, un uomo di Shankill Road, amputarono entrambe le gambe dopo che le UVF lo rapì e gli sparò.