Grave battuta d’arresto nel tentativo di proteggere le interviste dei protagonisti dell’IRA

Irish Void | Brian MórUn giudice federale ha ordinato al Boston College di consegnare le interviste dell’IRA, in seguito alla richiesta delle autorità britanniche.

In una sentenza 48 pagine, il giudice William Young ha ordinato la consegna, ma non ha detto di effettuarla immediatamente.

I procuratori federali al lavoro su ordine del governo britannico hanno richiesto i nastri per vedere se ci sono prove incriminanti contro ex membri dell’IRA.

Il Boston College si era mosso per annullare la richiesta federal di accesso ai colloqui confidenziali con gli ex membri dei Provisional Irish Republican Army (PIRA).

La mozione ha cercato di impedire alle autorità britanniche di usare i nastri per indagare su rapimenti e uccisioni avvenute durante i Troubles in Irlanda del Nord.

Condotto tra il 2001 al 2006 e conosciuto come Belfast Project, l’obiettivo del progetto accademico del College era quello di intervistare i membri dell’IRA e delle altre organizzazioni paramilitari irlandesi sulle loro attività durante il conflitto. Però non era destinato a diventare uno strumento di indagine per il governo.

Tutti i partecipanti hanno ricevuto assicurazione che la loro identità sarebbe rimasta riservata ed i colloqui sarebbero stati rilasciati solo dopo la loro morte. Tutte le trascrizioni sono attualmente gestite dal Boston College.

Secondo gli avvocati del Boston College, rilasciando le interviste si infrangerebbe il cosidetto codice del silenzio dell’IRA e questo potrebbe essere punito con la morte, secondo quanto affermato nella mozione consegnata in tribunale.

“La nostra posizione è che il rilascio prematuro dei nastri potrebbe minacciare la sicurezza dei partecipanti, il progetto di storia orale, e la pace ed il processo di riconciliazione in corso in Irlanda del Nord”, ha detto Jack Dunn, un portavoce di Boston College, in una dichiarazione al New York Times.

Il caso viene monitorato da vicino dagli esperti di storia orale del College, preoccupati che possa erodere la fiducia tra gli storici e gli intervistati, il che renderà in futuro molto più difficile convincere la gente a parlare senza vincoli.

“Penso che sia meraviglioso che Boston College stia combattendo la citazione”, afferma al Times Maria Larson, prima vice presidente dell’Associazione Storia Orale. “Quello di cui tutti noi della comunità di storia orale abbiamo paura è l’incredibile effetto raggelante su quanto siamo in grado di fare”.