Le famiglie delle 11 persone uccise nel 1971 dai paracadutisti dell’esercito britannico a Belfast durante il Massacro di Ballymurphy hanno riferito – dutrante loro veglia di Natale – di essere arrabbiate per non aver potuto incontrare l’inviato americano Richard Haass

Le undici persone, tra cui un prete e una madre di otto figli, furono uccise dall’esercito britannico nell’arco di 36 ore dopo l’introduzione dell’internamento senza processo, il 9 agosto 1971.

Due settimane fa Richard Haass era in Irlanda e ha incontrato i principali partiti politici del Nord, l’Orange Order, i parenti delle vittime del Bloody Sunday e altri gruppi. Ma, ha affermato John Teggart – portavoce delle vittime del Ballymurphy Massacre, ha ignorato le famiglie di Ballymurphy.

Alla veglia e alla messa tenuta questa settimana, il gruppo di attivisti ha ribatito l’appello per l’apertura di un’indagine sugli omicidi.

All’inizio di quest’anno, rispondendo al rifiuto di successivi governi britannici di svolgere un’inchiesta sul massacro, le famiglie hanno delineato i loro piani per un’indagine guidata dall’ex Police Ombudsman Nuala O’Loan sulle linee dell’inchiesta per il disastro di Hillsborough (Hillsborough Disaster Inquiry) sulla morte di 96 tifosi del Liverpool nel 1989.

Il 4 dicembre una grande folla ha partecipato alla Santa Messa che è stata seguita da una fiaccolata attraverso Ballymurphy e conclusa con una veglia al Giardino del Ricordo della zona.

Anche le famiglie e gli amici di cinque persone uccise a Springhill/Westrock hanno preso parte alla processione, così come hanno fatto i rappresentanti delle 15 vittime assassinate dalla bomba al McGurk’s Bar, il cui 42 anniversario è scoccato proprio il 4 dicembre.

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Veglia a BallymurphyVeglia a BallymurphyVeglia a BallymurphyVeglia a BallymurphyVeglia a BallymurphyVeglia a BallymurphyVeglia a BallymurphyVeglia a Ballymurphy