Alcuni degli Hooded Men | © Cyril Byrne, The Irish Times

La corte europea nel 1978 aveva stabilito, in base a documenti volutamente fuorvianti, che il comportamento delle autorità britanniche non fu tortura, ma trattamento “inumano”

Diversi uomini detenuti dall’esercito britannico nel 1971 vogliono chiedere all’Alta Corte di costringere lo Stato irlandese a decidere se chiedere la revisione di una controversa risoluzione della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, secondo cui erano stati oggetto di trattamento “inumano e degradante” ma non di “tortura”.

Uno dei questi uomini, Francis McGuigan, ha detto che il governo britannico negli anni Settanta aveva assicurato che tali tecniche non sarebbero più state utilizzate. Ma da allora sono state usate durante gli interrogatori in Iraq, Afghanistan e a Guantanamo Bay.

McGuigan ha anche affermato che l’ex ministro degli esteri britannico William Hague nel 2013 si è scusato per l’utilizzo di tali tecniche in Kenya durante gli anni Cinquanta. Nelle sue scuse, aggiunge McGuigan, Hague le ha descritto come “tortura”.

Francis McGuigan fa parte del gruppo conosciuto come “gli uomini incappucciati” (The Hooded Men), che chiedono al governo irlandese di domandare una revisione della decisione della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, in base alle nuove prove rivelate da un programma trasmesso da RTÉ.

Ronan Lavery avvocato per sei degli uomini, ha detto che una domanda di revisione deve essere presentata entro sei mesi dall’uscita di nuove informazioni. La scadenza è tassativa e arriverà il 4 dicembre.

Lavery ha detto che la sentenza della Corte Europea del 1978 è importante ed è stato utilizzata dall’ex presidente degli Stati Uniti George Bush. La dichiarazione di una vasta gamma di atti non equivalenti alla tortura hanno permesso un’interpretazione aggressiva della sentenza in base al diritto internazionale, ha detto il legale.

Il presidente dell’Alta Corte, il giudice Nicholas Kearns, ha rinviato la questione a lunedì, quando terrà un’audizione che coinvolgerà le richieste di permesso per portare avanti il caso, e l’azione stessa, come una unica.

L’azione è promossa da Francis McGuigan, Jim Auld, Patrick McNally, Gerard McKerr, Liam Shannon, Kevin Hannaway, Michael Donnell, Brian Turley, Joe Clark, Paddy Joe McClean, Tony Shiver a nome del defunto Pat Shivers, e Deirdre Montgomery a nome del compianto Michael Montgomery. Tutti vivono in Irlanda del Nord.

Tutti gli uomini sono stati arrestati nel 1971 e sottoposti a cinque tecniche di deprivazione sensoriale a nella base militare di Ballykelly, nella Contea di Derry: incappucciamento prolungato, continuo rumore forte, privazione del sonno, privazione di cibo e acqua e posizioni di stress forzate.

Il governo irlandese presentò reclamo contro il governo del Regno Unito alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo per il loro trattamento. Nel 1978 la Corte aveva stabilito che le tecniche costituivano trattamenti inumani e degradanti, ma non “tortura”. La Corte disse che la tortura prevede la provocazione deliberata di sofferenze molto gravi e crudeli.

La conclusione della Corte fu incentrata sulle prove mediche prodotto per il governo britannico che suggerivano come gli effetti dell’utilizzo di queste cinque tecniche, tra cui i problemi psichiatrici subiti dagli uomini, erano “minori” e dovute “alla vita di tutti i giorni” in Irlanda del Nord piuttosto che per le tecniche di tortura.

Il programma di RTÉ ‘The Torture Files’, presentata dalla giornalista Rita O’Reilly, lo scorso giugno rivelò che le prove fornite alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo erano deliberatamente fuorvianti. Le nuove prove erano emerse dopo una ricerca condotta presso l’Archivio Nazionale britannico.

Gli uomini, attualmente di età compresa tra sessanta e ottanta anni, e le loro famiglie, ora vogliono che la decisione del 1978 sia rivista, in modo da poter effettuare ulteriori osservazioni sui trattamenti subiti per mano dell’esercito inglese.

I loro avvocati hanno chiesto al governo di prendere una decisione per la richiesta di revisione, ma nonostante le numerose richieste presentate al Procuratore Generale, non è stata ancora presa una decisione definitiva.

Dopo tali fallimenti, gli uomini hanno portato avanti procedimenti contro l’Irlanda, il Procuratore Generale e il Ministero per gli Affari Esteri. Vogliono una decisione dello Stato sulla revisione della decisione del 1978.

Due degli uomini, Francis McGuigan e Kevin Hannaway, erano in tribunale venerdì 28 novembre ed entrambi hanno descritto la decisione del 1978 come “una sciocchezza”. Hanno detto che vorrebbero riaprire la questione perché stanno ancora vivendo il trauma subito a Ballykelly 43 anni fa.

Nella loro azione, il gruppo afferma che il continuo fallimento da parte dello Stato nel prendere una decisione è irragionevole, contrario allagiustizia naturale e costituzionale e in contrasto con gli obblighi derivanti dalla Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo.