Il comandante della polizia ha deciso che l’indagine sulle attività di un importante agente infiltrato nell’Irish Republican Army, presumibilmente coinvolto in 50 omicidi, dovrebbe essere svolta da investigatori non provenienti dall’Irlanda del Nord.

Durante un’udienza in tribunale è stato detto che “l’opzione preferita” da George Hamilton, Chief Constable della PSNI, è di avere degli ufficiali provenienti da altre forze di polizia per analizzare le voci sull’infiltrato dell’intelligence britannica che operò con il nome in codice di Stakeknife.

La conferma è giunta durante la discussione dell’azione legale portata avanti dalla famiglia di una donna di Belfast uccisa dall’IRA.

Caroline Moreland, 34 anni cattolica madre di tre figli, fu rapita e assassinata dall’IRA nel luglio 1994 con l’accusa di essere una presunta informatrice.

I suoi figli stanno cercando di ottenere un’indagine ad ampio raggio sulle circostanze dell’omicidio, compresi altri omicidi avvenuti sin dagli anni Ottanta e attribuiti al dipartimento sicurezza dell’Irish Republican Army.

Nel mese di ottobre il Direttore della Pubblica Accusa Barra McGrory ha chiesto alla polizia di esaminare le attività Stakeknife, insieme a ciò che è stato conosciuto dallo Special Branch della RUC e dall’MI5.

Anche se i parenti di coloro che presumibilmente sono stati uccisi dalla cosiddetta “Nutting Squad” dell’IRA appoggiano la mossa di McGrory, si oppongono alla guida della PSNI.

Nel corso di una precedente udienza fu affermato che a Freddie Scappaticci, ex residente di West Belfast, fu permesso di impegnarsi nella campagna al fine di rafforzare la sua posizione come spia britannica.

Scappaticci abbandonò l’Irlanda del Nord nel 2003, quando fu identificato dai media come Stakeknife.

Ma prima di lasciare West Belfast negò con veemenza di essere un agente britannico.

I legali della famiglia Moreland sostegno che le indagini dovrebbero essere svolte da funzionari di polizia senza legami con l’Irlanda del Nord.

Durante una fase precedente delle udienze, è stato affermato che i parenti di quasi 50 vittime sono in attesa di risposte.

Venerdì scorso un avvocato che rappresenta la PSNI ha confermato la decisione su come dovrà essere gestita l’inchiesta.

Paul McLaughlin ha dichiarato: “Il capo della polizia ha identificato una opzione preferita per affrontare la richiesta (del Direttore Barra McGrory), che consiste nel portare in agenti di polizia esterni.

“Attualmente è impegnato in discussioni con il Policing Board su come proseguire”.

Anche il Dipartimento di Giustizia e il Segretario di Stato sono stati consultati su come possa essere finanziata la mossa.

Ma senza aver finalizzato i piani, la revisione giudiziale verrà ancora discussa il prossimo mese.

Sean Devine, avvocato della famiglia Moreland, ha sostenuto che devono essere forniti più dettagli.

“Ci hanno detto che faranno arrivare gli ufficiali, ma non c’è stato detto se saranno sotto la guida della PSNI o se avranno autonomia” ha detto.

“C’è ancora un problema significativo sull’indipendenza e sulla fiducia della gente riguardo all’inchiesta”.

Il giudice Maguire ha accettato di aggiornare il caso, fissando l’udienza al mese prossimo.

Fuori dal tribunale Shauna Moreland, figlia di Caroline, ha spiegato che alla famiglia non è ancora stato detto nulla di preciso.

Ha aggiunto: “Siamo fiduciosi, ma ci sarà da aspettare e da vedere”.