Le famiglie degli hunger strikers sono divisi sulle affermazioni di Richard O’Rawe

Famiglie degli Hunger StrikersMichael Og Devine aveva solo 8 anni quando suo padre divenne l’ultimo hunger striker a morire, il 2 agosto 1981, dopo 60 giorni senza mangiare.

Il prigioniero repubblicano dell’INLA disse a Tommy McCourt, un amico che lo visitò pochi giorni prima della sua morte, di non poter ritirarsi dallo Sciopero della Fame.

McCourt ha ricordato come discussero tra loro delle operazioni da compiere per i funerali di Michael.

Il suo amico moribondo le disse che se fosse uscito dall’Hunger Strike – mettendo fine alla protesta – la sua vita non sarebbe stata degna di essere vissuta nei Blocchi H.

Suo figlio, Michael Og, ricorda che, sebbene fosse molto giovane, era perfettamente a conoscenza di star vedendo il padre per l’ultima volta durante la visita avvenuta pochi giorni prima della morte.

Se la leadership dei Provision IRA avessero accettato l’offerta del governo inglese di rilasciato una dichiarazione dove concedeva alcune delle cinque richieste da parte dei repubblicani e se la protesta fosse terminata, Devine non avrebbe partecipato allo sciopero della fame.

Entrò nella protesta il 22 giugno. Ma come il suo compagno dell’INLA Kevin Lynch e come la dirigenza della formazione paramilitare, non è mai stato messo al corrente dei negoziati antecedenti la morte di Joe McDonnell, avvenuta l’8 luglio.

Michael Og crede alla versione dell’accordo e degli eventi come raccontati da Willie Gallagher dell’IRSP.

“Credo Willie non abbia mentito. Ha lavorato su questa cosa per tre anni”; ha detto Devine.

Il figlio di Devine non sa rispondere quando gli viene chiesto se il padre avrebbe rifiutato di entrare nello sciopero della fame se fosse stato a conoscenza dell’offerta e del rifiuto della dirigenza dell’IRA.

“Se ci fosse stato un accordo, non so come avrebbe reagito, ha riferito.

Dopo un incontro privato tra le famiglie degli hunger striker ed il presidente dello Sinn Fein Gerry Adams a Gulladuff, venne rilasciato un comunicato nel quale si leggeva che la maggior parte delle famiglie, tra cui i Devine, accettavano la versione dei fatti proposta dallo Sinn Fein.

Ma il comunicato fu firmato per conto della famiglia Devine dai membri della famiglia allargata degli hunger striker.

Comunque, Michael Og è categorico sul fatto che lui non ha sostenuto e non sostiene adesso la dichiarazione.

Dice di non essere arrabbiato per la controversia scoppiata, ma ritiene che tutti i fatti andrebbero rivelati e che questo potrebbe essere fatto solamente da un’inchiesta indipendente.