Migliaia di persone nella regione sono autolesioniste, secondo quanto rivelano i documenti di Stormont

Il numero di persone che si tolgono la vita in Irlanda del Nord sembra essere in aumento.

I dati diffusi a Stormont mostravano una tendenza al ribasso dei suicidi, ma adesso sembra ci sia una inversione.

Le cifre rilasciate dal ministero della Salute, viste dal Belfast Live, mostravano una tendenza al ribasso dei suicidi fino al 2014.

Le statistiche diffuse ad un certo numero di parlamentari dicono che il tasso di suicidi era aumentato tra il 2005-2006 fino al 2010, quando 313 persone si erano tolte la vita. Quel periodo era stato seguito da “una positiva diminuzione” nel 2014, quando il numero di suicidi si era attesato a 268.

Tuttavia il documento, volto ad informare i parlamentari nel lavoro di creazione di politiche volte a contrastare i suicidi, dice che i nuovi dati potrebbero provocare delusioni.

“Le prime indicazioni parlano di un aumento tendenziale nel 2015, con 246 decessi registrati nei primi 9 mesi dell’anno, con un aumento del 20% rispetto allo stesso periodo del 2014. I dati definitivi riguardanti il 2015 saranno disponibili entro aprile”.

Il documento delinea anche i dati preoccupanti circa i livelli di autolesionismo, affermando che tra aprile 2013 e marzo 2014 “ci sono stati 8.453 ingressi nei reparti di pronto soccorso in Irlanda del Nord a seguito di autolesionismo, che coinvolgono quasi 6.000 persone (un quinto si è presentato più volte in ospedale e di conseguenza è considerato un alto rischio di comportamento suicida)”.

Il documento aggiunge: “Altri 3.623 casi erano il risultato di un’intenzione suicida non portata a termine. Di questi, il 65% erano uomini”.

Secondo il rapporto, la relazione 2013/2014 del Registro Autolesionismo dell’Irlanda del Nord (Northern Ireland Self Harm Registry) mostra che il tasso di autolesionismo nella regione coinvolge 327 persone ogni 100.000 abitanti, una cifra il 64% superiore che nella Repubblica d’Irlanda.

Il documento affronta anche una serie di altre questioni, sottolineando come il numero di suicidi nelle aree più svantaggiate è triplo rispetto alle tra cui sottolineando che il suicidio è tre volte superiore nelle aree più svantaggiate rispetto al minimo privato.

Philip McTaggart, attivista, ha detto di non essere sorpreso dai numeri e che Stormont deve fare di più per affrontare alla radice le cause dei suicidi.

Ha aggiunto: “La parola suicidio cattura l’attenzione della gente, ma le azioni che portano ad esso passano inosservate. Molto resta da fare per fornire la consapevolezza dei segni che la gente deve comprendere. I servizi che hanno a che fare con i problemi di salute mentale, che precedono il suicidio, sono travolti.

“Guardate il denaro che è stato speso per l’influenza aviaria; adesso abbiamo un’epidemia di suicidi e autolesionismo e non c’è lo stesso impegno per la salute mentale. Potrebbero non dirlo pubblicamente, ma uno dei più grandi problemi che stanno affrontando le scuole è l’autolesionismo. E autolesionismo non significa solo tagliarsi, ci sono molti altri modi di farlo. I ragazzi fanno abuso di alcool e droghe o si bruciano con le sigarette perché ritengono che a nessuno interessi di loro.

“Ma da questi problemi di salute mentale la gente ne può venir fuori se c’è un aiuto. Stormont deve pensare a come trattare con il suicidio e comprendere quanto denaro può essere salvato nel lungo periodo se viene fatta maggior prevenzione”.