Il livello di intimidazione posto dai paramilitari è in aumento. Lo mostra un nuovo rapporto voluto da Stormont

Ulster Young Militants | UYMSecondo le ultime statistiche, il numero di famiglie costrette a lasciare la propria abitazione sono aumentate di un terzo – con 774 casi registrati nell’anno 2009-2010.

Il rapporto commissionato dall’Office of the First Minister and deputy First Minister (Ufficio del Primo Ministro e del Vice Primo Ministro) ha registrato 122 casi di punizioni di tipo paramilitare e di attacchi nel 2009, comparati con i 56 dell’anno precedente.

Il numero di feriti causati dagli attacchi è più che raddoppiato, mentre le Orange Hall sono divenute bersaglio della violenza per 77 volte, contro le 57 volte del 2008.

Il direttore del Institute for Conflict Research (Istituto per la Ricerca sul Conflitto), Neil Jarman, ha detto che l’Irlanda del Nord è “quasi sicuramente ancora bigotta”.

“C’è un enorme ammontare di pregiudizio, non sempre manifesto, ma è qui. E’ fondato sul senso di differenza tra due comunità che vedete attraverso la segregazione residenziale e la segregazione nelle scuole”, ha riferito a Utv.

“Tutto questo crea una sensazione che «l’altro» sia diverso da noi”.

Il direttore generale del Community Relations Council Duncan Morrow afferma che c’è ancora molta strada da fare, ma la maggioranza della gente vuole andare avanti.

“Gli alti livelli di intimidazione di altri a causa del proprio credo religioso, delle opinioni politiche o dell’identità etnica non riflettono la volontà dalla vasta maggioranza dell’opinione comunitaria”.

Il rapporto illustra che il desiderio per un futuro condiviso resta alto in tutta l’Irlanda del Nord. Otto su 10 sono favorevoli a vivere in quartieri misti.

Nel 2009, il 92% afferma di preferire un luogo di lavoro con religione mista, la stessa proporzione dell’anno precedente. Il 69% degli utenti è d’accordo sull’incoraggiamento alla partecipazione alla vita pubblica per le minoranze etniche.