Billy WrightI direttori del Prison Service si ritengono autonomi e raramente obbediscono alle politiche ufficiali, ha detto un ex direttore.

Douglas Bain, direttore dei servizi dal 2000 fino a metà 2006, ha fatto l’osservazione in risposta alle domande dei membri che conducono l’indagine sulla morte del leader lealista Billy Wright.

Il comandante della Loyalist Volunteer Force fu ucciso da prigionieri dell’Irish National Liberation Army all’interno della prigione di Maze/Long Kesh nel 1997.

L’inchiesta fu istruita in seguito all’indagine di un giudice canadese in pensione, Peter Cory, sulle accuse di collusione con il Prison Service ed altre autorità.

Ieri, durante l’ultimo giorno di testimonianze, Bain, adesso è Chief Electoral Officer, fu obbligato a spiegare come quasi 60.000 documenti carcerari furono distrutti nonostante alcune circolari inviate da lui ai vari direttori di carcere spiegavano che “in nessun caso” i file su prigionieri ritenuti terroristi o morti in carcere andavano distrutti.

Alcune di queste segnalazione includevano documenti sulla sicurezza di 800 prigionieri, includendo virtualmente tutte le persone rilasciate in base al Good Friday Agreement, e i registri delle attività giornaliere nel blocco H-6, dove avvenne l’omicidio.

L’inchiesta ha potuto sapere che l’ex direttore di Maze/Long Kesh Martin Mogg, morto nel 2005, fu colui che ordinò la distruzione dei documenti.

Quando il membro della commissione Andrew Coyle chiede come avrebbe reagito alla notizia che un direttore di carcere stava distruggendo documento nonostante ripetuti richiami a non eseguire mai tale operazione, Douglas Bain ha replicato: “Francamente, nulla mi sorprenderebbe nel Prison Service. I direttori di carcere si sentono autonomi”.

“Perché ci avete provato, allora?” ha chiesto di rimando Coyle. “Quale comportamento vi aspettavate?”

In precedenza l’ex direttore del Prison Service fu interrogato da Alan Kane, l’avvocato che fa le veci dalla famiglia Wright, che ha domandato a Bain il motivo per cui non fornì una nota sulla morte del lealista al team di indagine quando cominciò il processo di raccolta di documenti.

Bai ha detto di aver pensato che il file “non sarebbe stato rilevante”.

L’inchiesta prosegue a giugno.