L’ex moglie di un uomo sospettato per l’omicidio di Robert Hamill ha acconsentito a fornire testimonianza alla commissione d’inchiesta

Robert HamillTracey Clarke, che aveva ritrattato una dichiarazione nella quale collocava il suo ex compagno Allister Hanvey tra gli assalitori di Hamill, rischiava il carcere per non essersi presentata in tribunale.

Ma i giudici dell’Alta Corte hanno acconsentito ad aggiornare l’udienza dopo aver ricevuto la disponibilità della donna a testimoniare in collegamento video il prossimo martedì.

Ashley Underwood, avvocato dell’Inchiesta (Robert Hamill Inquiry), ha affermato: “Non vogliamo vedere questa donna in prigione e neppure con una Spada di Damocle pendente sulla sua testa”.

La Clarke, conosciuta anche come Tracy Hanvey, è trattata come un testimone fondamentale da chi esamina le circostanze che hanno portato alla morte di Hamill.

L’uomo, 25 anni cattolico, venne preso a calci fino alla morte da una gang di lealisti a Portadown, Contea di Armagh, nel 1997.

Un’inchiesta pubblica è stata stabilita per verificare se la RUC ha reso possibile la morte di Hamill oppure se ha intralciato le indagini.

Rapporto psichiatrico

La signora Clarke era stata obbligata a presentarsi in aula a gennaio, ma ha citato problemi medici che le avrebbero impedito la presenza.

Gli avvocati dell’Inchiesta stanno cercando di ottenere accesso ad un rapporto psichiatrico come parte del giudizio di “versioni contraddittorie” che la donna avrebbe fornito in differenti occasioni.

Underwood ha riferito alla corte che la Clarke fornì una prima dichiarazione poco dopo l’attacco mortale nella quale indicava Hanvey tra i partecipanti al pestaggio della vittima.

Disse anche che un poliziotto contattò il suo ex compagno, dopo l’omicidio, e gli disse di distruggere gli abiti indossati quella notte.

Con la ritrattazione della sua testimonianza, le accuse contro Hanvey sono automaticamente cadute.

“La sua posizione attuale nei confronti dell’Inchiesta è che Clarke ha dichiarato la falsità della sua dichiarazione, dicendo che le era stata estorta”, ha proseguito Underwood.

L’avvocato ha accettato di verificare ciò che la Clark riferì ad uno psichiatra doveva essere bilanciato dall’intrusione nella sua vita privata.

“E’ un’intrusione davvero minima che va soppesata nei confronti di un argomento estremamente serio, ossia la soddisfare le condizioni della citazione (dell’Inchiesta)”, ha argomentato.

Tony McGleenan, per la signora Clarke, ha sottolineato come la sua cliente aveva ammesso una forma acuta di malattia psichiatrica.

Riferendosi all’intero contenuto del rapporto, ha affermato che “lei non avrebbe dovuto diffonderli per il mondo in libertà”.

Il dottor McGleenan ha aggiunto che contiene resoconti contrastanti dei quali il tribunale è a conoscenza.

“Il tribunale dovrebbe essere cauto nell’esporre questa persona, che ha acconsentito a collaborare con l’Inchiesta, ad ulteriori indagini su materie che sono findamentalmente private”.

Il giudice Declan Morgan, insieme con il giudice Gillen, ha aggiornato l’udienza dopo aver saputo che la signora Clarke potrebbe acconsentire all’analisi di alcune parti del dossier, senza un completo resoconto.