L’Irish National Liberation Army ha confermato di aver distrutto le proprie armi

Un portavoce del gruppo repubblicano, Martin McMonagle, ha fatto l’annuncio alla conferenza stampa tenuta a Belfast questa mattina.

“Non chiediamo scusa per la nostra parte nel conflitto”, ha affermato.

“Riteniamo che ora le condizioni siano mutate in modo tale che altre opzioni siano aperte ai rivoluzionati per perseguire ed infine raggiungere i nostri obiettivi”.

Ha aggiunto: “Possiamo anche confermare il disarmo dell’INLA avvenuto attraverso un gruppo di aiuto composto da organizzazioni locali, nazionali ed internazionali.

“Questo è avvenuto in un processo fedele alle regole internazionali”, ha proseguito.

“Speriamo che questo accresca la supremazia della politica e che unirà e farà avanzare la lotta della classe lavoratrice in Irlanda”.

Il gruppo di aiuto comprendeva leader sindacali irlandesi ed un accademico, che hanno lavorato insieme all’Independent International Commission on Decommissioning (IICD).

I sindacalisti hanno confermato di aver assistito alla distruzine di un elevato quantitativo di armi.

Nel 1993 McMonagle fu condannato a 23 anni di carcere per il suo ruolo nella progettazione di una campagna esplosiva dell’INLA sul suolo britannico. Fu rilasciato in base al Good Friday Agreement (Accordo del Venerdì Santo).

Legislazione

Una dichiarazione è attesa anche dal generale John de Chastelain, a capo dell’organismo che sovrintende la decommissioning /IICD).

La legge che permette alla commissione di compiere il proprio lavoro scadrà martedì 9 febbraio.

Il ministro della Giustizia di Dublino Dermot Ahern ha detto che de Chastelain gli ha confermato di aver completato negli ultimi giorni, insieme ai suoi colleghi, la decommissioning delle armi di INLA.

“Questi eventi sono ulteriori sviluppi positivi, mentre cerchiamo di chiudere l’ultimo capitolo del conflitto e assicurare un pacifico futuro a tutta la popolazione dell’Irlanda del Nord”; ha detto.

La mosse di INLA è stata accolta positivamente anche da Gerry Kelly, Sinn Fein, che ha chiesto alle “altre piccole fazioni militariste” di fare lo stesso.

“Nella comunità repubblicana non c’è sostegno a fazioni armate”, ha affermato.

“L’INLA lo ha riconosciuto, lavorando con l’IICD per questa azione (lo smantellamento)”.

Arsenale

L’INLA, tra le cui vittime si annovera il parlamentare dei Conservatives Airey Neave,, avrebbe distrutto il suo arsenale nelle ultime settimane.

Il piccolo e spietato gruppo, con oltre 100 omicidi alle spalle, annunciò ad ottobre la sua intenzione di perseguire i propri obiettivi solo con metodi pacifici.

Il gruppo paramilitare repubblicano è ritenuto responsabile di 111 omicidi dalla sua creazione nel 1975 fino al cessate-il-fuoco dichiarato nel 1998, ma si pensa sia stato coinvolto in altre morti da allora.

Nel febbraio 2009 l’INLA si prese la responsabilità per l’omicidio di uno spacciatore di droga a Derry.

Divenne conosciuta nel mondo nel 1979 con l’assassinio del portavoce dei Conservative Airey Neave, ucciso da una bomba sistemata sotto alla sua vettura nel parcheggio della House of Commons.

Fu responsabile anche per la morte di 17 persone, uccise in un attacco esplosivo presso il pub Droppin’ Well a Ballykelly, nel 1982.

L’ala politica del gruppo, l’Irish Republican Socialist Party, tenne una parata commemorativa a Bray, quattro mesi fa, dove annunciò la rinuncia alla violenza dell’organizzazione.

Al momento i paramilitari che spostano le armi possono utilizzare un certificato emesso dall’Independent International Commission on Decommissioning (IICD) dove si afferma che stanno trasportando le armi da un luogo ad un altro per facilitarne la distruzione.

Dopo la scadenza della legge, qualsiasi altra arma ritrovata verrà sottoposta ad indagini scientifiche.

Le prove risultanti potrebbero essere utilizzate in tribunale, anche per garantire le accuse.