1981 hunger strikerDue settimane fa commentai sull’intervista comparsa sul sito Internet del Bobby Sands Trust. Il punto di vista del Trust, così come il mio, riteneva il documento prezioso chiarendo alcuni punti associati al periodo degli scioperi dalla fame. Tutti questi documenti, per quanto imperfetti possano essere, sono elementi ambiti; i mattoni per la ricostruzione storica, che se contrastanti o di supporto alle nostre pre-esistenti prospettive, dovrebbero essere accolti favorevolmente per la loro capacità di illuminarci.

L’intervistato era John Blelloch, elemento foondamentale del Northern Ireland Office e presunto operativo dell’MI5. Il Trust ha giustamente ritenuto che questo mette Blelloch dietro alle quinte dove è stato collocato in maniera fondamentale per comprendere appieno la gestione dei processi in gioco. Questo gli ha inoltre permesso, per lui così incline, di travisare gli stessi procedimenti. In nessun modo il Trust ha emanato alcun avviso per segnalare che il resoconto di Blelloch, considerato che era definito dallo Sinn Fein un securocrat (1), doveva essere trattato con scetticismo. E’ stato gestito come una prova certa di un’identica posizione dello stato inglese nel 1981. Nessun appunto è stato fatto riguardo alla possibilità che la rivelazione potrebbe essere stata fatta per nascondere piuttosto che per rivelare.

Per il Trust, Blelloch era stato presentato a conferma della mancanza di flessibilità da parte del governo inglese durante lo sciopero ed in particolare riguardo alla morte di Joe McDonnell, il quinto prigioniero a lasciarsi morire di fame. Per quanto mi riguarda, sentivo che il documento di Blelloch era un’aggiunta importante alla nostra comprensione di come, per oltre cinque anni dallo sciopero della fame, gli inglesi continuavano a nasconderci la verità.

Dal momento che ho avuto robusti dubbi sugli intenti dell’intervista a Bellochs, e ragioni profonde per credere che la natura di quei documenti non rappresenta la parte più importante su cui altri ricercatori invece punterebbero.
In conclusione nel mio articolo ho ribadito il vecchio concetto che “in sette giorni non puoi costruire la settima meraviglia del mondo, ma in politica in una settimana è evidentemente abbastanza per vedere certe acrobazie”.

Oggi, 14 giorni dopoche il magico 7, la prospettiva di Blelloch sembra infatti avergli acceso il cervello. Il Sunday Times è uscito con un articolo nella prestigiosa sezione Focus con l’intento di mostrare che il primo ministro di allora, Margaret Thatcher, fece serie aperture a persone interne alla dirigenza dell’IRA per ottenere la fine dello sciopero della fame. Quando fu informata dai membri dell’IRA che era il tono piuttosto che la sostanza ad ostacolare la risoluzione, allora la Thatcher lavorò per migliorare il testo.

Il Sunday Times ha basato le scoperte sulla documentazione fornita dal NIO al giornalista Liam Clarke. Perché è coevo ed ha maggior peso rispetto all’intervista di Blelloch rilasciata cinque anni dopo i fatti. Gerard Hodgins, un prigioniero dell’IRA in sciopero della fame e la dirigenza dell?INLA di quei giorni hanno entrambi affermato di non essere stati informati dell’accordo offerto dagli inglesi. Se fossero stati messi al corrente i dirigenti dell’INLA sarebbero intervenuti sui loro volontari, due dei quali morirono in seguito nello sciopero, e gli avrebbero ordinato di cessare lo sciopero. Hodgins, da parte sua, se avesse saputo di tale offerta, non sarebbe entrato nello sciopero della fame.

1981-2006 remember the hunger strikersOggi ho guardato il sito Internet del Trust nella speranza che i documenti provenienti dal Sunday Times fossero stati pubblicati. Ma non lo hanno fatto. Forse nel momento in cui lo faranno il Trust potrà ricevere la stessa accusa che, come Blelloch, ha utilizzato la sua intervista con un chiaro motivo egoistico in mente. I documenti a disposizione del Sunday Times potrebbero on corrispondere alla lettura degli eventi compiuta dal Trust ma la valutazione su quel periodo che perseguono non può essere definitivamente plasmata da una delle parti coinvolte, né dal Trust né dai repubblicani come Richard O’Rawe che ha sfidato la narrazione ufficiale dello Sinn Fein sugli scioperi della fame. Se la comprensione pubblica deve crescere ha bisogno di essere informata – non manipolata o gestita per produrre stupore anziché conoscenza – e tutti i documenti rilevanti dovrebbero essere messi a disposizione. Non c’è bisogno per il Trust di rimuovere il documento di Blelloch anche se il suo valore è rapidamente diminuito in seguito alle rivelazioni odierne. Dovrebbe restare come traccia storica di una delle più difficili e contenziose situazioni della storia moderna irlandese. Ma il Trust dovrebbe aggiungere i documenti del NIO così la gente possa valutare per conto proprio l’autorevolezza e la debolezza delle due distinte tesi.

I documenti del NIO rinforzano l’opinione di Richard O’Rawe, autore di Blanketmen, secondo cui poco prima della morte di Joe McDonnell il governo britannico fece un’offerta ritenuta accettabile dai prigionieri. O’Rawe afferma che la figura interna all’Army Council dell’IRA responsabile della gestione quotidiana dello sciopero della fame e che non prese in considerazione i prigionieri adesso è ancora più importante di prima. Per i suoi sforzi O’Rawe è stato calunniato, catechizzato, diffamato e trattato come se avesse scritto un libro scurrile. Nel mondo soffocante dello Sinn Fein ogni voce dissonante viene esclusa.

Prima del libro di O’Rawe c’era una sola versione repubblicano dello sciopero della fame. La Thatcher era vendicativa e maligna, l’unica responsabile per le dieci morti. Quando il libro è emerso, il modo ostile con cui i critici di O’Rawe hanno cercato di neutralizzarlo e denigrare il suo racconto, provocando la frammentazione nella loro narrazione facendola sembrare un po’ sfocata. Tuttavia, anche se un po’ offuscata, è rimasta la testimonianza dominante. O’Rawe era là fuori ma l’immagine che ha offerto era lontana dal focalizzarsi. Ci sarebbe voluto un po’ di tempo prima che la mente potesse sintonizzarsi per comprendere ciò che veniva mostrato. Con ogni mossa nella lotta per l’interpretazione del racconto dello sciopero della fame si è progressivamente passati dal controllo dello Sinn Fein fino alle mani di Richard O’Rawe. Lo sciopero della fame non viene più menzionato senza che O’Rawe sia citato come voce alternativa; una persona che attira a sé sempre più ascoltatori. I suoi critici, quelli della parte del vento in cui ci si bagna, son corsi a reclamare la veriticità del documento. Altri, viceversa, lo hanno individuato come lo straccio anti-muffa giunto a noi con una puntualità impressionante, permettendoci però di osservare ancora più profondamente rispetto al passato.

Lo sciopero della fame del 1981 è adesso un evento fortemente controverso nella storia del repubblicanesimo che dà luogo a opinioni opposte. Dieci uomini morirono e l’unica cosa della quale possiamo essere certi è la colpa della Thatcher nella morte dei primi quattro.

Documenti NIO
http://www.lesenfantsterribles.org/wp-content/plugins/downloads-manager/img/icons/pdf.gif I documenti inviati dal Northern Ireland Office inviati al giornalista del Sunday Times Liam Clarke. In lingua inglese. Dimensione / Size:
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Note

(1) Securocrat: militare di alto grado, poliziotto o agente dell’intelligence con il potere di influenzare la politica del governo, spesso restando dietro alle quinte.
E’ la contrazione di security e bureaucrat (sicrezza e burocrate) Torna indietro